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ESCLUSIVA MN - Marianella: "Hutchinson nome sexy, Amorim ha potenziale straordinario. Bournemouth diverso in Europa"

autore
Antonello Gioia
Fonte: intervista dell'inviato a Bournemouth: Lorenzo De Angelis
Oggi alle 10:00Primo Piano
autore Antonello Gioia
22.10.2026 10:00Primo Piano
Massimo Marianella, giornalista di SkySport, ha rilasciato una intervista a MilanNews.it da Bournemouth a poche ore dalla partita del Milan
Federico De Luca 2023 @fdlcom
Federico De Luca 2023 @fdlcom

Questa sera c’è Bournemouth-Milan, bella sfida valida per la terza giornata della fase campionato di Europa League. La squadra di Amorim è in Inghilterra senza Gonçalo Ramos - per lui un sovraccarico al polpaccio - e Chukwueze, ma l’allenatore portoghese è parso fiducioso in conferenza dopo le ultime prestazioni della squadra, organicamente in crescita.

Al Vitality Stadium sarà una sfida storica per i rossoneri del Bournemouth, e per commentarla abbiamo intervistato in esclusiva Massimo Marianella, grande esperto di calcio inglese e telecronista per Sky Sport della partita di questa sera. Di seguito tutte le sue dichiarazioni:

Che Bournemouth bisogna aspettarsi stasera?

“È una squadra che un pochino dovrà pensare anche ad un campionato che non è partito benissimo, ma c’è un’eccitazione da queste parti… L’avrai testimoniato anche tu. Se si fanno due passi in centro ci si accorge del grande legame che c’è tra la città, la squadra e i tifosi per questa prima avventura in 127 anni in Europa. È vero che non hanno cominciato bene in Premier League, ma come ha detto anche Loftus-Cheek in conferenza stampa sono una squadra diversa in Europa. Mi aspetto un Bournemouth aggressivo, anche se Rose può decidere - magari, ci credo poco - di risparmiare un paio di giocatori con l’ottica Premier League. Ma mi aspetto un ritmo, un’aggressività, un coinvolgimento di tutto lo stadio, che è piccolo ma si fa sentire”.

Quali sono i tre giocatori chiave del Bournemouth che il Milan deve tenere d’occhio?

“Rayan, Truffert e Tavernier. Se non dovesse giocare l’esterno francese di difesa allora dico Evanilson”.

Che Amorim vede oggi rispetto all’allenatore che sedeva sulla panchina del Manchester United?

“Rispetto all’allenatore che ho commentato prima allo Sporting Lisbona e poi al Manchester United mi sembra più tranquillo, più sereno. Probabilmente, come ha detto in conferenza, le esperienze ti formano, ti cambiano e ti aiutano. È anche un allenatore un pochino più flessibile, con quella difesa a tre che non ha mai voluto cambiare allo United e invece l’ha fatto al Milan. Ho sempre pensato che sia un allenatore dal potenziale straordinario, di questa moda dei manager portoghesi in giro per il mondo lui è un rappresentante che a me piace tantissimo. Sono convinto che passare da un diavoletto all’altro, dal Manchester United al Milan, lo abbia aiutato. Ha avuto la fortuna non facendo bene in un grande club di trovarne uno altrettanto grande, per poter sfruttare quel passaggio a vuoto che c’è stato nella sua carriera. Credo che lui sarà un grande allenatore. E può cominciare a dimostrarlo col Milan. Mi aspetto tanto da Amorim in versione Milan, è un allenatore che mi è sempre piaciuto”.

Omari Hutchinson: al suo arrivo lei ne ha parlato bene. Che giocatore è?

“È un nome poco sexy del mercato (sorride, ndr). Non è il primo giocatore a cui vai a pensare se pensi ad un giocatore della Premier League. Però è un bel nome, è un nome di competenza di chi lo ha scelto. Perché è un giocatore che può spaccare una partita, ha velocità, ha capacità di andare sul fondo, di accentrarsi, di tirare, di inserirsi, di vedere i compagni. È un giocatore che con una velocità da Premier League sa fare tante cose. Quando ho avuto la conferma - perché ho chiesto - mi ha fatto molto piacere perché vuol dire che ci sono club italiani, in questo caso il Milan, che hanno tanta competenza sul mercato. Io poi sono contento se fa bene perché conferma quello che dico, oltre che fa bene per il Milan. È un giocatore che ha tanta potenzialità: bisogna dargli spazio perché lo possa dimostrare. Wenger diceva sempre che ad un giocatore in un campionato straniero bisogna dargli sempre 6 mesi di adattamento. Per un giocatore inglese il campionato italiano è sempre stato uno step storicamente più difficile. Adesso forse un pochino meno. Ma credo che se gli si dà modo, spazio e tempo dimostrerà di essere una bellissima idea”.

Massimo Marianella chi farebbe giocare tra Cisse e Camarda come prima punta, vista l’assenza di Gonçalo Ramos?

“Mi fai una domanda difficile perché non ho visto Cisse a sufficienza come attaccante. È uno dei tanti ruoli che può interpretare, a me affascina molto perché può fare tante cose. Amorim l’ha vista subito: appena arrivato in Italia una delle prime dichiarazioni che ho preso, prima di commentare l’amichevole col Chelsea, era proprio quella di lui che dice che questo ragazzo avrebbe giocato tanto perché ha tante potenzialità. L’ha ribadito ieri a Sky e anche in conferenza: lui lo vede al 50% delle sue potenzialità. Prima punta non lo so, però lo ha fatto e lo ha fatto bene… Ha segnato dei gol. L’altro, Camarda, è una prima punta vera in un momento però diametralmente opposto. C’è un grafico che sale e dall’altra parte c’è un grafico che se non scende quantomeno non sale. Questa può essere un’opportunità, ma sarà un ambiente difficile. Coinvolgente, ma può essere difficile. Non conosco a sufficienza il carattere di Camarda per dirti se un ambiente così coinvolgente lo esalta a dare una prestazione di alto livello o se invece lo intimorisce. Io personalmente proverei Camarda prima punta per vedere Cisse in un altro ruolo. Ma per scegliere meglio inizialmente proverei Camarda”.

di Lorenzo De Angelis

Fonte: intervista dell'inviato a Bournemouth: Lorenzo De Angelis

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