Bournemouth, Kluivert: "Aspettiamo il Milan con trepidazione. Mio padre mi ha detto che i milanisti..."
Antonello Gioia
Justin Kluivert, figlio dell'ex rossonero Patrick e attaccante del Bournemouth, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro il Milan.
Com'è l'atmosfera per voi giocatori il giorno prima di un'occasione del genere?
"Sarà una partita fantastica contro un'avversaria che sta facendo molto bene in questa stagione e che ha una grandissima storia. Quindi sì, sono sicuro che i tifosi stiano aspettando questo match con enorme trepidazione".
C'è stata una svolta nello spogliatoio?
"Sì, al 100%. Penso che siamo stati un po' sfortunati all'inizio della stagione: avevamo giocato buone partite, poi quella contro il Chelsea è stata una brutta prestazione per noi. La definirei un piccolo campanello d'allarme e dopo la nostra reazione è stata ottima. Vogliamo continuare su questa strada e ci sentiamo bene. Stiamo anche recuperando giocatori, compreso me, stiamo bene e questo darà sicuramente un'ulteriore spinta alla squadra".
Qualcuno dello staff o Marco Rose ha parlato ai giocatori della storia che lega Milan e Bournemouth? Del fatto che le vostre strisce rossonere negli anni '70 siano state ispirate proprio dal Milan, così come il soprannome?
"Non ne abbiamo parlato, ma è davvero bello saperlo! Però sì, domani sarà una vera e propria battaglia delle maglie rossonere".
Che cosa sai del Milan?
"Hanno diversi giocatori che hanno disputato parecchie partite in Premier League, quindi conoscono il nostro campionato e sanno di cosa è capace il Bournemouth. Sta a noi dimostrarglielo di nuovo domani in campo, proponendo l'intensità con cui giochiamo solitamente in casa, se non addirittura superiore. Come ho detto, sarà una partita straordinaria, anche perché so che stanno andando molto bene in Serie A. Sarà senza dubbio una sfida fantastica".
Hai già affrontato il Milan ai tempi della Roma...
"Sì, ho giocato contro di loro e ho sempre saputo che si tratta di un club enorme con una grandissima storia, che ha sempre avuto grandissimi campioni e continua ad averne tuttora. Quindi per noi sarà una grande sfida, ma credo lo sarà decisamente anche per loro".
Perché finora il Bournemouth è stato molto più efficace in Europa League rispetto alla Premier League?
"Beh, sappiamo tutti che la Premier League è il livello più alto in assoluto al mondo, al 100%. L'impatto fisico della Premier è il migliore in circolazione. Però, come dicevo, abbiamo disputato ottime gare: se guardi per esempio l'inizio di stagione, in casa del Manchester City abbiamo tenuto fino all'ultimo, cedendo soltanto nel finale. E penso che le prime partite siano andate un po' tutte così. L'unica gara davvero sbagliata da parte nostra è stata quella con il Chelsea, ma la reazione avuta dopo è stata ottima e ripartiamo proprio da lì".
Come stai?
"Assolutamente, al 100%! Sono davvero felice di essere tornato in forma. Ho già messo minuti nelle gambe nelle ultime due partite e adesso mi sento benissimo. Queste sono le gare che tutti vogliono giocare e in cui vuoi dimostrare quanto vali. Come dicevo, affrontiamo il Milan e subito dopo il Manchester United: sono le partite che ami, quelle che sogni fin da bambino e per le quali non hai nemmeno bisogno di stimoli particolari o motivazioni extra. Prima di tutto l'infortunio che ho subito l'anno scorso è stato devastante, ovviamente, perché la stagione precedente era stata straordinaria per me e avrei voluto dare continuità a quel rendimento. Subire un infortunio a lungo termine è sempre durissimo per qualsiasi giocatore, ma sono felice di aver lavorato duro in quel periodo. Sono riuscito a recuperare in tempo per i Mondiali, cosa che in realtà sembrava impossibile, ma ho faticato davvero tantissimo per farcela. Non ho giocato molto, ma ero lì, mi allenavo bene, mi sentivo bene e questo mi ha dato una grande mano anche per l'inizio di questa stagione. Poi purtroppo c'è stato quell'altro piccolo infortunio, ma come dicevo, ho lavorato sodo, sono rientrato in fretta e ora mi sento bene. Ho già messo minuti preziosi nelle gambe, mi sto allenando duramente e sento di essere pronto. Sono pronto a partire dall'inizio, questo è poco ma sicuro. Alla fine la decisione spetta sempre all'allenatore, ovviamente; l'unica cosa che noi possiamo fare è allenarci al massimo per dimostrare di essere in grado di giocare più minuti, e poi il mister sceglierà gli undici titolari".
Quali sono i tuoi ricordi di questa competizione, avendola vissuta nel corso degli anni?
"Ricordo i miei primi sei mesi e mi ritrovai subito in finale di Europa League con l'Ajax. La perdemmo contro lo United, ma sono sensazioni straordinarie. E anche adesso che sono più grande e non mi è capitato di giocare altre finali, so quanto sia speciale quel momento e quanto sia bello tagliare traguardi del genere. È qualcosa che vorrei davvero riuscire a ottenere anche con il Bournemouth quest'anno, e credo fermamente che possiamo farcela se restiamo uniti come gruppo. Su questo non ho alcun dubbio".
Questa convinzione si basa forse anche sul livello delle squadre che avete affrontato finora?
"Si tratta semplicemente della fiducia cieca che ripongo nella nostra squadra. So cosa possiamo fare, dove possiamo arrivare: in Europa ci sono squadre straordinarie che competono, ma io considero noi stessi una di quelle grandi squadre, e la qualità che abbiamo in rosa è eccezionale. Certo, abbiamo bisogno di tutti a disposizione perché ci sono tantissime partite in programma, tra Premier League, coppe ed Europa League, quindi serve l'apporto di tutti, ed è un'ottima notizia il fatto che quasi tutti siano di nuovo recuperati. Perciò sì, possiamo competere davvero a testa alta in ogni torneo e competizione".
Hai un legame familiare molto forte con il Milan, perché tuo padre ci ha giocato. Che cosa ti racconta del Milan come club e della sua esperienza lì?
"Sì, il periodo in cui è stato lì gli è rimasto nel cuore, ovviamente. Come dicevo prima, parliamo di una società con una grandissima storia; anche se non ci ha giocato per tantissimi anni, parla sempre con un amore immenso del Milan e posso capirlo perfettamente".
Qual è il tuo messaggio per i tifosi che verranno allo stadio domani sera per questa grande occasione?
"Il mio messaggio per loro è di sostenerci a gran voce come hanno fatto nelle ultime partite. Non smettete di cantare, urlare e godervi la serata, sia che piova o meno! Godiamocela tutti insieme e noi cercheremo di conquistare la vittoria".
Quando c'è stato il sorteggio di Europa League e hai visto il calendario delle partite, ricordi le tue emozioni e quelle dello spogliatoio quando avete visto il Milan tra le avversarie? C'è stato grande entusiasmo nel vedere un nome così blasonato venire a giocare al "Vitality Stadium"?
"Sì, assolutamente! Ci sono alcuni club per i quali dici subito: 'Ok, questi sono i club che possono puntare a vincere la coppa o comunque tra i migliori in assoluto del torneo'. E il Milan è uno di questi. Ma tu vuoi sempre misurarti con le squadre migliori della competizione, quindi eravamo felici di affrontarli e siamo pronti. Come ho detto prima, abbiamo fame di grandi sfide, ed è ancora più bello giocarla al 'Vitality Stadium', a casa nostra. Sarà una serata speciale per i tifosi".
Affrontare uno dei club più prestigiosi della storia del calcio sarà un ulteriore simbolo della crescita e dell'ambizione di questo Bournemouth, oltre che dei progressi fatti negli ultimi anni?
"Sì, direi proprio di sì. Uno dei motivi per cui sono venuto qui è proprio l'ambizione che la società ha dimostrato. Non solo a parole, ma anche nei fatti, per il tipo di giocatori che ha ingaggiato e continua a ingaggiare tuttora. Hanno mantenuto la parola data, e il resto spetta a noi in campo. Domani sarà una notte in cui la gente si divertirà e dirà: 'Stiamo giocando contro il Milan!'. Sai, non sono abituati a serate del genere qui, quindi sarà davvero speciale. E spero che, vincendo, si possa dimostrare concretamente il percorso di crescita che stiamo facendo".
Mettendo a confronto le storie di Milan e Bournemouth, il paragone quasi non regge. Ma se parliamo dell'ambizione di questa società, dei passi avanti compiuti e del livello dei giocatori che il Bournemouth ha in rosa...
"E penso che sia proprio questa la forza della nostra squadra, e lo è già stata negli ultimi anni: crediamo che, a prescindere da chi abbiamo di fronte, possiamo fare il nostro gioco e vincere contro chiunque. È questo che ci rende forti. Naturalmente non si può vincere ogni singola partita, ma la nostra mentalità è questa: sappiamo di poter battere chiunque, ed è per questo che in certi momenti riusciamo a esprimere un livello così alto".
Hai detto di aver parlato un po' con tuo padre del Milan. Puoi raccontarci qualcosa in più su quella conversazione? Che cosa ti ha detto del Milan che lo rende un club così speciale?
"Mi ha detto che lì è tutto una questione di passione, specialmente in Italia. La gente vive il calcio in modo viscerale, per loro il pallone è tutto. Se fai bene ti trattano come un re: puoi andare ovunque e non ti fanno pagare nulla! Però c'è anche l'altra faccia della medaglia: se le cose vanno male sei il peggiore di tutti, e te la fanno pagare cara! A parte le battute, parliamo di una tifoseria e di un popolo con una passione immensa, per cui il calcio è tutto, ed è qualcosa di bellissimo".
Ci sono dei giocatori del Milan che ricordi di aver visto da piccolo o a cui ti sei ispirato? Oltre a tuo padre, naturalmente...
"Mio padre ovviamente è uno di quelli, ma il Milan ha visto passare tantissimi campioni straordinari: penso a Franco Baresi, quello che ha fatto lì è stato incredibile! Oppure ad Alessandro Costacurta, con una storia bellissima in rossonero... Potrei citare un'infinita serie di leggende, come Balotelli e Seedorf, che hanno vestito quella maglia. Grandissimi nomi, grandissimi campioni".
Hai già colpito una delle ex squadre di tuo padre da quando sei al Bournemouth, mettendo a segno una tripletta contro il Newcastle. Potrebbe succedere qualcosa di simile anche domani sera?
"Proviamoci, perché no! Sai, è proprio per questo che scendiamo in campo. Come ho detto, voglio essere decisivo per la squadra, e questo significa segnare gol, sacrificarsi in campo e giocare con tantissima intensità. È ciò che porto sempre nel mio gioco, e domani non farò eccezione. Proviamo a farne tre, perché no!".


