Crollo a Bournemouth: rosa inadeguata per 3 obiettivi. Amorim è confuso, l’Europa non lo interessa
Luca Serafini
Partenza in salita verticale del Milan, subito schiacciato dal ritmo e della foga del Bournemouth che attacca e guadagna subito un rigore per mano in area netto e del tutto gratuito di De Winter. Dopo 7’ Kluivert porta già in vantaggio gli inglesi.
I rossoneri (italiani) molli e sorpresi, non riescono a uscire dalle retrovie e costruire. Prova ad accendersi Moreira a destra, Loftus-Cheek è il solito fantasma, Cisse isolato. Hutchinson pasticcia, squadra senza nerbo e lucidità in partenza. Faticano Musah e Jashari in mezzo. Gli inglesi palleggiano bene, alzano i ritmi, sembrano più a loro agio contro un avversario disordinato e assonnato. Troppi palloni buttati, troppi errori, nessuna fetocia.
Al 28’ arriva la sconcertante espulsione di Maignan per una manata in faccia all’avversario su corner. Rosso e rigore, 2-0. La gara diventa verticale. La partita sembra già chiusa. Moreira a destra, Camarda in panchina, Cisse fuori ruolo, Estupinian e Loftus-Cheek titolari: ad Amorim l’Europa League non interessa, ma non sembra interessare nemmeno una coerenza nella strategia.
Nella ripresa una tenuta dignitosa fino alla punizione del 3-0 finale. Nella mia vita non avevo mai visto perdere così una partita in uno stadio da 13.000 persone di capienza. È lo specchio di una rosa inadeguata, un allenatore confuso, una società inadeguata. Il tutto con i cocktail degli errori individuali anche da quelli dai quali ti aspetti di più. Notte deprimente a Bornemouth, molto deprimente.


