Milan, Amorim scuote l'ambiente e ricorda a tutti una cosa. Massa che disastro: Rabiot ha ragione. Cosa dovrà fare Krosche
Pietro Mazzara
Le parole di Ruben Amorim sia dopo il Ferencvaros sia dopo il Genoa hanno una finalità chiara: quando si parla di mentalità, bisogna farlo in maniera chiara ed è per questo motivo che l’allenatore milanista sta cercando di tenera alta la tensione. Perché ha ragione a dire che non si può pensare al derby quando c’è prima il Bologna e non si può affrontare in quella maniera il Ferencvaros in Europa League e, aggiungo io, non si può soffrire negli ultimi venti minuti contro il Genoa in vantaggio di 0-2. Amorim ha capito diverse cose, anche il dislivello tra prime e seconde linee, che con diversi infortunati in infermeria, si allarga ogni volta di più. Il mercato di gennaio sarà fondamentale per colmare questo gap e per rendere ancora più competitiva la rosa.
Markus Krosche – quando diventerà operativo - sarà chiamato ad agire, di concerto con Gerry Cardinale, in maniera impattante per rendere più forte questa squadra, alzarne la qualità e servirebbe prendere giocatori di personalità, non solo forti tecnicamente. Perché solo con gente con gli attributi, dentro lo spogliatoio, quella mentalità da provinciali che Amorim ha denunciato può essere debellata. Tra l’altro rimane sempre viva l’opzione dell’arrivo a Milano anche di Timmo Hardung, braccio destro di Krosche, che all’Eintracht ha ricevuto una promozione ma il ds tedesco vorrebbe continuare a lavorare con il prossimo head of football del Milan.
Si può dire che ieri Massa non ci abbia capito molto di come gestire Genoa-Milan? L’arbitro ha avuto una condotta molto discutibile, specie nel concedere ai genoani ampia libertà di menare i giocatori rossoneri che, al contrario, sono stati ammoniti al primo fallo o quasi. Incredibile, invece, la scelta sul contropiede a campo aperto che Adrien Rabiot stava conducendo verso la porta del Genoa, in tandem con Cisse. La lettura di Massa è stata sbagliata, perché se è vero che la distanza dalla porta era ampia, è altrettanto vero che tra Rabiot e il portiere non c’era nessuno e la velocità di corsa del centrocampista del Milan – e di Cisse con lui – erano tali da poter condurre la ripartenza senza il recupero degli avversari. Il mancato rosso ha fatto detonare tutti e se perfino uno calmo e pacato come il dottor Mazzoni (espulso) ha perso le staffe, beh allora vuol dire che siamo davvero davanti a un errore marchiano. E se Rabiot sbrocca sui social, ne ha ragione.


