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Berlusconi fa chiarezza ma ha sbagliato i tempi. Nuovi investitori: ecco le uniche due vie, le percentuali e San Siro tutto rossonero. Ritorno di Kakà: c'è il si del brasiliano ma c'è un nuovo ostacolo

autore
Pietro Mazzara
per Milannews.it
lunedì 6 agosto 2012, 00:00Editoriale
autore Pietro Mazzara
06.08.2012 00:00Editoriale
Studio Buzzi
Studio Buzzi

In tutte queste settimane il tifoso milanista ha chiesto solo una cosa alla dirigenza: chiarezza. Una cosa tanto semplice quanto difficile da ottenere all’interno di un turbine come quello del calciomercato che ha visto il Milan privarsi di Ibrahimovic e Thiago Silva dopo che gli stessi erano stati dichiarati incedibili dai massimi vertici societari. Poi però, l’offerta irrinunciabile, quella che ti consente di mettere a posto i conti per 3-4 anni che ti porta a privarti dei tuoi due top players e che ha portato, a livello tecnico, un impoverimento importante della rosa. Molti, anche a noi di MilanNews.it, hanno chiesto un intervento del presidente Berlusconi, una dichiarazione ufficiale da parte del massimo esponente della dirigenza rossonera che spiegasse le cose.

Martedì dal canale tematico rossonero, Milan Channel, è arrivata la risposta di Berlusconi che non ha fatto altro che confermare quello che la nostra redazione ha detto prima di tutti, ovvero che la doppia cessione di Ibra e Thiago è stata resa necessaria per salvare, letteralmente, la società rossonera da un baratro economico-finanziario che Fininvest, visto il crollo degli introiti che ha subito la holding di casa Berlusconi (con Mediaset che ha perso oltre il 70% degli utili), non poteva sostenere. Tutto giusto dal punto di vista fiscale, un po’ meno dal punto di vista comunicativo. Si perché la società numero uno al mondo nella comunicazione ha sbagliato alcuni tasselli importanti nella gestione mediatica della doppia cessione. La riproposizione di quello che i tifosi inviperiti hanno definito “teatrino in stile Kakà” questa volta non ha funzionato perché caduto nel giro di un mese. Ora il tifoso milanista non ha più alcuna scusa alla quale attaccarsi e deve fare una scelta: continuare a seguire il Milan allo stadio oppure declassarsi alla categoria di tifosotto occasionale che va tanto di moda nella tifoseria interista. La società, in maniera molto furba e lungimirante, ha messo gli strumenti in mano al fruitore del suo prodotto che, adesso, dovrà prendere una decisione su cosa fare della sua fede rossonera.

Ma l’intervista di Berlusconi a Milan Channel ha marcato un segnale importante per il futuro del club rossonero ovvero l’apertura ufficiale a nuovi investitori che vogliano entrare a far parte del Milan. Il club rossonero, lo dicono i dati e le classifiche di rating specializzate, è il miglior marchio del calcio italiano secondo il Brand Financial Football, ed ha un appeal pari a quello dell’intera Bundesliga. Oltre a questo, è anche la società italiana che fattura di più ed è nella top 10 della Football Money League redatta dalla Deloitte, non un’agenzia a caso. Tutti questi fattori facilitano e non poco la possibile entrata di nuovi partner nella stanza del potere di via Turati anche senza lo stadio di proprietà che, tuttavia, potrebbe arrivare presto, ovvero nella seconda metà del 2016. Da queste colonne, in data 11 e 18 giugno, vi avevo anticipato quelli che erano e sono i piani del Milan per San Siro. Con l’Inter che dal 2017 dovrebbe porre fine al suo “abusivismo” nello stadio costruito dal presidente rossonero Pirelli negli anni ’30, il Milan potrà operare singolarmente con il comune per ottenere la struttura che sarà già elevata allo standard élite UEFA perché Milano punta a ottenere la finale di Champions League del 2015. Le infrastrutture sarebbero già presenti e collaudate nell’uso comune del tifoso che potrebbe fruire di uno stadio tutto rossonero. Con questa base, l’avvento di nuovi capitali sembra essere più facile. La scelta più difficile è stabilire chi far entrare. Due le alternative: gli arabi o i russi.

I rapporti con lo sceicco Al Maktoum sono ottimi (vedi sponsorizzazione Fly Emirates) e la presenza del Milan in Dubai per il ritiro invernale ne è la testimonianza tangibile. Inoltre, voci sempre più insistenti, parlano di una possibile entrata di Al Jazeera in Mediaset e, più in generale, in altre attività di Fininvest. Oltre a ciò, lo sceicco ha già manifestato più di una volta l’interesse di ridare spolvero allo stadio del trotto di Milano, adiacente a San Siro. Ma anche la pista russa, che da quello che ci risulta è in seconda posizione, non è da scartare a priori, anzi. I rapporti ottimi di Berlusconi con Putin potrebbero agevolare l’ingresso di Gazprom come uno dei main sponsor oltre a rilevare una parte del pacchetto azionario. Attualmente le percentuali sono 60-40 in favore degli arabi tutto è in divenire ma è certo che un Milan con i conti a posto fa più gola rispetto a una società con un passivo da 70 milioni annui. Da escludere quasi totalmente la possibilità della quotazione alla borsa di Hong Kong per tutta una serie di motivi burocratici che renderebbero difficoltoso l'immissione delle azioni rossonere in un mercato con regole diverse da quello della borsa di Milano.

Infine la vicenda Kakà. Il nome del brasiliano è sempre più accostato a quello del Milan per un clamoroso ritorno. Domani, a New York, l’incontro forse decisivo tra Galliani e Florentino Perez per sbloccare la trattativa. Kakà ha accettato le condizioni economiche del Milan, Mourinho no. Il portoghese si è messo di mezzo e continua a tempestare di chiamate Perez dicendogli di non cedere alla tentazione dell’amicizia con Galliani e di monetizzare ma l’ultima parola, sulla vicenda, l’avrà il numero uno blanco. Il tutto in attesa dei saldi dell’ultima quindicina di agosto, li dove Galliani è pronto a chiudere la rosa da dare a Massimiliano Allegri.

per Milannews.it

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