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Nicola Binda: "Kakà sarà il colpo dell'estate. Giusto il ridimensionamento voluto da Berlusconi"

autore
Alberto Vaneria
per Milannews.it
sabato 4 agosto 2012, 08:00ESCLUSIVE MN
autore Alberto Vaneria
04.08.2012 08:00ESCLUSIVE MN
Federico De Luca
Federico De Luca

Nicola Binda, nota e prestigiosa firma della Gazzetta dello Sport, ha parlato di diversi temi in un intervista concesso in esclusiva a MilanNews.it. Diversi gli argomeni trattati: dal tormentone Kakà a Cassano. Senza dimenticare le parole di Berlusconi di qualche giorno fa.

Nicola Binda, il Milan sta lavorando per puntellare la propria rosa in  difesa e attacco. Le cose per Yanga Mbiwa sembrano essere in un fase di stallo. Pensi che la situazione si possa sbloccare entro il 31 agosto? 

Credo che un giocatore in difesa arrivi sicuramente, aldilà dei nomi. Ma la priorità adesso non è in quel reparto: io credo che il Milan sia in fase di riflessione. Dopo ferragosto verrà piazzato qualche colpo: il Milan penserà prima a rinforzarsi in attacco con due giocatori, poi in difesa con un terzo arrivo.

Reparto offensivo che vuol dire prevalentemente Kakà? 

Sì, soprattutto. Il ritorno in Italia del brasiliano sarà il colpo dell'estate del Milan. Si sta lavorando sotto traccia, i rossoneri  sono lanciati in questa direzione.

In giornata sono arrivate le parole di Mourinho dopo la partita vinta 5 a 1 contro i Los Angeles Galaxy. Il portoghese afferma che non sarà un problema tenere Kakà. Verità o dichiarazioni di facciata? 

Credo che alla fine deciderà il Real inteso come società e non l'allenatore. Il Real, una volta venduto l'ex-Milan, lo sostituira con Modric. E alla fine Mourinho sarà contento lo stesso...

Pensi che l'ex-bambino d'oro possa dire la sua o sarà solo  un ritorno per tener buoni i tifosi? 

Si è un po' spento dopo che nel Milan aveva fatto cose straordinarie. Forse la maglia rossonera lo farà tornare al massimo splendore. Sicuramente nel Real si è un po' smarrito. 

Parlando di difesa: è saltato il trasferimento di Didac Vilà al Valencia. C'è qualche possibilità che il Milan possa puntare su di lui? 

No, il Milan ha altre priorità. Prima di tutto deve cercare di ricreare un gruppo e uno spogliatoio dato che sono andati via diversi senatori. Si deve ripartire da Ambrosini e Bonera: attorno a loro si deve costruire lo zoccolo duro della squadra, pronta a vincere in futuro. Non dimentichiamoci poi dei vari Abati, Antonini e Abbiati: quest'ultimo sarà un vero leader. 

Pensi che Antonio Nocerino possa fare parte di questa cerchia di giocatori nonostante sia arrivato solo l'anno scorso avendo anche l'8 sulle spalle? 

Sicuramente sì. E' un nazionale. E proprio gli azzurri avranno più voce in capitolo nello spogliatoio.

Parli di nazionale: inevitabile non parlare di Antonio Cassano. Cosa pensi della situazione del barese? Rimarrà al Milan? 

Si, credo di sì. E' comprensibile la sua perplessità dopo le cessioni di tanti campioni. Dubbi che, visto il suo carattere, è più portato a manifestare piuttosto che tenerseli dentro. Alla fine resterà in rossonero.

Per lui è importante essere al centro del progetto. Ora che non ci sono più giocatori importanti come Ibrahimovic, lo è ancora di più: non pensi che debba essere ancora più stimolato per far bene? 

Cassano avrà molte responsabilità l'anno prossimo. Dopo l'Europeo ha superato la stagione negativa caratterizzata dal problema di salute che lo ha colpito. Si è ristabilito ed è in forma: ora è chiamato ad essere un leader e un trascinatore del Milan così come fece alla Sampdoria. Un giocatore che insieme a Pato dovrà fare la differenza.

Hai nominato la Sampdoria. Pensi che l'anno prossimo il 99 rossonero possa ritornare a Genova? 

Dubito. Quello della Samp è un progetto a lungo termine. Anche se c'è stato un chiarimento tra Cassano e la famiglia Garrone per un suo ritorno ci vorrà di più. Un anno è poco.

Il presidente Silvio Berlusconi ha aperto le porte ai nuovi investitori. Pensi che sia stato solo un appello o si muove già qualcosa sottotraccia per far entrare nuovi capitali in società? 

E' da apprezzare il ridimensionamento deciso dal Milan, è in linea coi tempi e con quello che sta succedendo in Italia. I tifosi devono capire che per un imprenditore è molto molto molto difficile investire. Il ridimensionamento è un segnale di grande dignità che i tifosi dovranno digerire. Non mi stupirei se anche il Milan facesse come l'Inter, cioè se aprisse le porte a investitori esteri. I nerazzurri hanno trovato partner in Cina, non sarebbe una sorpresa se il Milan li trovasse negli Emirati arabi. 

per Milannews.it

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