Capello tuona: "Gli arbitri sono una mafia. La Juve mandata in B, ma non li pagava"
Nel corso di una lunga intervista concessa a Marca, Fabio Capello parla duramente degli arbitri, parlando anche del caso Negreira in Spagna e ricordando i fatti di Calciopoli:
Nelle due stagioni, in due fasi diverse, in cui lei ha allenato il Real Madrid (1996/97 e 2006/07) avete vinto la Liga. Successivamente si è saputo che in quegli anni il Barcellona stava pagando il vicepresidente degli arbitri. Cosa ne pensa dello scandalo del caso Negreira? Capisce che la giustizia sportiva non sia intervenuta?
"Che cosa vuoi che ti dica? Hanno provato a fermarci ma non ci sono riusciti! Non ce l’hanno fatta. Pensa allo sforzo che abbiamo dovuto fare, alla forza di quella squadra e al merito che abbiamo. Se già vincere ha sempre un grande valore, dopo questo ne ha ancora di più. Abbiamo vinto contro tutti! Ricordo che la gente diceva: “Così, così, così vince il Madrid”. E invece no, è stato molto di più."
Lei scherza, ma in realtà è una cosa molto grave. In Italia c’è stato uno scandalo simile, “Calciopoli”, in cui alcuni club manipolavano le designazioni arbitrali. E la Juventus fu retrocessa in Serie B.
"Ma loro non pagarono, attenzione. E con questa storia di Negreira non è successo niente. Questa è una domanda per voi spagnoli, non per me. Perché in Italia noi abbiamo agito. Io ho vinto due titoli con la Juventus, ho le due medaglie a casa, ma la squadra fu mandata in Serie B".
Parlando di arbitri, ci sono sempre più polemiche sull’uso del VAR.
"Lascia stare, lascia stare… È un argomento che mi fa arrabbiare molto".
Non si può esportare quel modo di arbitrare dell’Inghilterra, che convince tutti, e portarlo nella Liga spagnola o in Serie A?
"No, no. Gli arbitri sono una mafia. Non vogliono usare nel VAR ex giocatori, che conoscono i movimenti del calcio, il movimento che fa un calciatore per fermarsi, per proteggersi… E spesso prendono decisioni che non sono corrette, perché non hanno giocato e non conoscono quei movimenti. A un giocatore toccano la faccia, si butta per terra, e fischiano. Ma perché fischi?! Se io sono alto 1,90 e l’altro 1,75, quando mi muovo il mio braccio è all’altezza della sua faccia: perché fischi? Questa cosa mi fa impazzire, impazzire".
Quindi lei crede che il VAR si aggiusterebbe inserendo un ex calciatore?
"Uno! Mettine uno lì che dica all’arbitro: “Secondo me non è rigore”, oppure “Sì, è rigore”. Con la UEFA abbiamo analizzato 20 situazioni in cui erano stati assegnati dei rigori: ex giocatori ed ex allenatori le hanno riviste e 6 erano rigori, 14 no".
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