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Capello parla chiaro: "Milan la peggiore delle 4 big ieri in campo: passivo e senza personalità"TUTTO mercato WEB
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Oggi alle 10:10Serie A
di Tommaso Bonan

Capello parla chiaro: "Milan la peggiore delle 4 big ieri in campo: passivo e senza personalità"

"Ieri abbiamo visto 4 squadre e il Milan è quella che ha fatto più fatica. Ha giocato peggio, primo tempo rinunciatario, senza una visione di gioco e poi si è trovata in vantaggio con l'unica occasione creata sugli sviluppi di calcio d'angolo. Sembra una squadra che va per tentativi. La cosa che più mi meraviglia è che i due attaccanti giocano solo in fase di possesso, senza palla non giocano. Sono passivi nella maniera più assoluta. Mi è piaciuta invece la Roma: ha creato tantissimo, poteva chiudere il primo tempo in vantaggio di due-tre gol. Su Juve-Napoli, la squadra di Spalletti mi è sembrata equilibrata e molto determinata, mentre al Napoli è mancato qualche giocatore, ha una rosa limitata in questo frangente. Per Conte è il momento più difficile: la squadra ha un gioco e una mentalità, dà tutto, ma senza sostituti è complicato". Così Fabio Capello, ex allenatore di Milan, Roma e Juventus, ospite di Radio Anch'io Sport su Rai Radio 1, sui due big match di ieri sera, Juve-Napoli e Roma-Milan. Occasione persa per il Milan? "Direi di sì, è stato un Milan senza personalità, troppo passivo. Senza carattere, mi sembra difficile raggiungere l'Inter, che invece viaggia con una personalità unica. Fa bene Allegri a guardare al quarto posto come obiettivo minimo. Il Milan mi aveva dato l'illusione di aver raggiunto un livello di gioco che ieri però ha perso completamente". Capello aveva paragonato Sinner al Real Madrid: "Sì, per personalità e consistenza Sinner va paragonato al Real. Non ha la storia del Real ma se la sta creando da solo la storia". Il momento del Real Madrid: "La Casa Blanca è sempre un tetto molto difficile sotto al quale stare. I presidenti comandano, vogliono la vittoria, ma quello che è successo nel post partita della finale di Supercoppa contro il Barcellona è qualcosa di molto brutto, non si è mai visto. Bisogna sempre dar merito alla squadra che vince col pasillo de honor. Una bruttissima cosa da parte di Mbappé e compagni, una mancanza di rispetto per gli avversari". Mercoledì ultima giornata del girone unico di Champions League: "Il Napoli rischia, il Chelsea ieri ha vinto, mi sembra abbastanza in forma. Andare in Germania per l'Inter è un bel test per pensare di poter passare tra le prime otto, troverà un ambiente particolare. Il Monaco può dare fastidio alla Juve, ma può trovare una squadra senza spirito e determinazione. Nessuna italiana direttamente agli ottavi? Un po' poco. Ma la delusione in Champions è il Napoli, anche quando aveva i giocatori ha sbagliato delle partite semplici. L'Atalanta anche con Juric aveva fatto bene in Champions, con Palladino ora ha reso un indirizzo tipo Gasperini". Tra due mesi l'Italia di Gattuso ai playoff, Pio Esposito può essere l'uomo nuovo? "Pio Esposito è un giocatore di qualità. Non ha grande velocità di gioco come sprint e profondità, ma ha una visione di gioco veramente eccelsa. Deve migliorare davanti alla porta, non con la testa ma quando calcia. Può far parte della Nazionale. Ricordiamoci sempre che l'azzurro è un salto molto importante. Ho visto giocatori bravi nel proprio club, come Roberto Mancini, che però poi in Nazionale non ha mai fatto la differenza. La cosa più difficile per Gattuso, comunque, non è l'attacco, ma la parte difensiva. In Italia non ci sono grandi difensori italiani". De Rossi al Genoa: "Col Genoa è partito con grande attenzione. Ho visto la partita ieri, ha avuto la fortuna di trovarsi con l'uomo in più ma ha sfruttato al meglio la superiorità numerica. Ho visto una Squadra con un certo ordine in campo e voglia di fare. La cosa più importante quando subentri è non cercare di fare subito la rivoluzione. Per fare qualcosa di importante bisogna lavorare gradualmente. De Rossi come Chivu, in questo senso: entrato lentamente in punta di piedi, senza voler fare cose stranissime, ma migliorare quello che aveva già trovato". Chivu-Fabregas, chi è l'allenatore del futuro? "Due esempi diversi. Chivu è entrato nella testa dei giocatori, con decisione e senza fare tanto chiasso. Ha capito di avere una squadra già in possesso di un certo dna. Fabregas invece ha una squadra di giovani, più facile da plasmare e da convincere a fare certe cose. Il suo principale merito è la ricerca di giocatori di qualità. E quando hai qualità, puoi fare grandi cose. Due allenatori molto interessanti, mi piacerebbe Fabregas gestire dei grandi campioni".