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Serie A, Simonelli: "Milan-Como a Perth? Con il senno di poi, era un po' azzardata"TUTTO mercato WEB
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Oggi alle 17:56Serie A
di Ivan Cardia

Serie A, Simonelli: "Milan-Como a Perth? Con il senno di poi, era un po' azzardata"

Il presidente di Lega Calcio Serie A, Ezio Maria Simonelli, analizza in conferenza stampa i temi dell'assemblea dei club andata in scena questa mattina. Diretta testuale a cura di TMW. 17.35 - Inizia la conferenza stampa: "Siamo partiti con un minuto di silenzio per Commisso e Tosel, molto toccante - spiega Simonelli -. Poi ci siamo soffermati su quanto successo in autostrada, ho mandato un messaggio di solidarietà alle forze di Polizia per gli sforzi che fanno. Il calcio italiano non si può permettere di mischiare lo sport con scontri delinquenziali, che mettono a rischio chi li deve prevenire. Abbiamo parlato dell'incontro con gli arbitri andato in scena a Roma, quello che stiamo cercando di avere sono giudizi più omogenei possibili e su questo siamo allineati. Faremo un incontro con allenatori e vertici delle società proprio per cercare di chiarire i punti dubbi e sapere qual è l'interpretazione della CAN, per poi discuterla, perché non è detto sia quella giusta. Quello che chiedono i presidenti è di chiarire le regole: non abbiamo ancora fissato una data per questo incontro, è difficilissimo trovare date libere. Aspetteremo credo fine mese, quando ci sarà anche il calendario della Champions, per cercare di individuare la data. La data del 12 febbraio, che avevo ipotizzato, non è una data papabile. Ne troveremo una in quell'orizzonte, tra il 9 e il 12-13 febbraio. Abbiamo poi analizzato gli scenari internazionali, cerchiamo di rendere più appetibile il calcio italiano all'estero, aumentando i ricavi e colmando il gap che ci divide dalla Premier League, ma anche di crescere rispetto alla Spagna e rimanere avanti rispetto alla Germania. Abbiamo discusso di come fare, parliamo di cose future: il problema di fondo è se e quanto investire per cercare di sviluppare il calcio italiano all'estero. Come sempre per ottenere dei risultati bisogna spendere dei soldi: non parlo delle società, perché aumentare i diritti comprando Lamine Yamal e Bellingham è facile far aumentare i diritti. Non è possibile, e dobbiamo capire noi quali leve poter usare: una è sicuramente la competitività del campionato, che per ora è massima e lo stesso vale per la Coppa Italia. Vogliamo che il pubblico si appassioni a una competizione che non è scontata, e poi battere sul glamour dell'Italia all'estero: noi andiamo a raccontare le bellezze dell'Italia, oltre che del calcio italiano. È un lavoro lungo, non facile, ma la struttura, guidata dall'ad De Siervo, ci sta aiutando. Infine, abbiamo valutato alcune modifiche di statuto, anche cambiamenti organizzativi che necessitano di una serie di passaggi e di condivisioni: ogni volta che si tocca qualcosa di deciso in passato, si discute e bisogna capire i motivi per cui cambiare. Ci sono state tante discussioni, che sono sempre positive perché stimolano. E poi abbiamo approvato l'algoritmo di ripartizione dei diritti TV per il prossimo anno". Era la prima volta che vi riunivate dopo la PEC di Lotito... "Ho dato atto a Lotito e alla Lazio di aver trattato un tema condiviso anche da altre società. Tutti abbiamo un obiettivo: gli arbitri possono essere bravi e meno bravi, sbagliano loro come portieri, attaccanti, difensori, e via dicendo. Però, per la regolarità del campionato, vogliamo che questo errore umano sia omogeneo. Non vogliamo che sbaglino per tutte le squadre ma che, se c'è un errore, sia sempre quello. E poi se ne può discutere. Il tema di fondo, su cui dovremo trovare un accordo con i presidenti, è se vogliamo una partita spezzettata dove la VAR interviene in ogni momento o se ne vogliamo una con meno interventi? Queste grandi interruzioni durante la partita non aiutano il pubblico, televisivo e allo stadio. Esaminare nel dettaglio tutti i singoli casi può dare maggior certezza sull'equità, dall'altro il troppo spesso è nemico del bene: è una scelta da fare insieme con allenatori, dirigenti e arbitri". Un'ipotesi di gare all'estero è ancora sul tavolo? La Supercoppa del prossimo anno? "Oggi non ne abbiamo parlato, sulla Supercoppa si tenderà ad andare su partita singola. L'idea di andare all'estero era legata alla valorizzazione del calcio italiano, quell'idea su Perth è tramontata per i motivi noti. Con il senno di poi, forse era un po' azzardata. Però quella era l'idea più vantaggiosa e di conseguenza era stata scelta. Se ricapiteranno queste opportunità in futuro si valuteranno, anche in base alle nuove regole FIFA e UEFA. Vedremo di adattarci: non credo sia uno scandalo, sappiamo che la NFL fa la prima partita in Europa e lo stesso vale per altri sport, anche il Giro d'Italia fa tappe fuori. Che il calcio possa andare fuori dal Paese penso ci possa stare, poi capisco che il tifoso avrebbe sempre il piacere di vedere la propria squadra giocare nel proprio stadio. Ma un sacrificio di una gara su 380 non credo crei problemi". L'incontro riguarderà allenatori e dirigenti? "Sì, all'inizio si faceva con allenatori e capitani. Ma sono incontri che ha senso fare a inizio campionato, non a ridosso delle gare. Considerato che lo faremo a campionato in corso, con partite importanti a ridosso, preferiamo limitare questa cosa agli allenatori". Avete già avuto riscontri da Rocchi su questa ipotetica disparità? "Il designatore è una persona superseria, quando ci sono errori è dispiaciuto come e più di noi. Vorrebbe darci un prodotto perfetto, a prova di errore, però inevitabilmente ogni domenica ci sono decisioni imperfette. Si può migliorare, e infatti noi abbiamo chiesto più formazione, magari la presenza a Lissone di qualche supervisore. Lavoriamo tutti nella stessa direzione, e saremo tutti più felici se gli errori dovessero scendere. Ma scordiamoci un campionato senza errori: è oggettivamente impossible, succede anche ai più bravi, come ai portieri o ad altri giocatori in campo". Ipotizza un supervisore dei varisti? "Un tempo c'era qualcuno che potesse fare ulteriore garanzia all'interno di Lissone. Oggi non c'è nessuno nella sala grande, noi ci auguriamo che quella sala: tutte le sale VAR sono chiuse e nessuno da fuori può fare un gesto o nulla. Avere presenze in più può dare maggiori garanzie: tecnicamente non saprei dire come al momento, ma vedremo". Stellini ha detto che il calendario del Napoli è fatto male. Ne ha parlato con ADL? "Non so se sia fatto male, ma il calendario è difficilissimo da fare e non vorrei essere mai nei panni di Butti. È difficile che sbagli. Molto spesso, quando si parla di calendario, nessuno si mette nei panni di chi lo deve fare e di tutte le variabili. Io stesso me ne sono reso conto: abbiamo fatto il calendario un mese e mezzo prima del solito, ho cercato di anticipare la programmazione delle partite ma arriva un momento, come questo, in cui è impossibile programmare, non sapendo i risultati delle coppe. Non so se il Napoli ha un calendario non fatto bene, sicuramente tutti si lamentano: quando si lamentano tutti, vuol dire che non ci sono favoritismi nei favori di nessuno". A proposito di calendario, il mancato stage ha scontentato stage e FIGC. "Di sicuro la Lega cercherà di fare il possibile per anticipare le partite nella giornata prima del 26 di marzo, quando ci sarà la prima gara dei playoff a Bergamo. Tutto questo però passa dai calendari internazionali, dalla Champions... L'obiettivo è di mettere a disposizione di Gattuso i calciatori il prima possibile, però ci sono una serie di variabili che non dipendono da noi". L'idea della PGMOL all'italiana è in standby? "Non ne abbiamo parlato, prima cerchiamo di avere uniformità di giudizio, ma al momento non è attuale. Non so se ci si arriverà, ma mi interessa un campionato il più equo possibile, con decisioni il più neutrali possibile come è il ruolo dell'arbitro". Sullo statuto a cosa state lavorando? "Stiamo valutando di diventare una società di capitali, potrebbe essere un cambio epocale. Abbiamo dato mandato a un professionista di fare un raffronto tra i modelli, con tutti i pro e tutti i contro. Poi entreremo nel merito per sviluppare questa cosa". Con l'idea di aprire a capitali terzi? "No, con le venti società attuali come venti soci e una serie di vincoli per cedere le quote di chi retrocede. Però parliamo di una cosa in divenire, è difficile affrontarla: non c'è il titolo la Lega diventerà Srl. Secondo me è il titolo è interrogativo". 17.57 - Conclusa la conferenza stampa di Simonelli.