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Paparesta: “Manca certezza nell’applicazione delle regole. VAR troppo invasivo"TUTTO mercato WEB
© foto di Federico Gaetano
Oggi alle 13:08Serie A
di Luca Bargellini

Paparesta: “Manca certezza nell’applicazione delle regole. VAR troppo invasivo"

Per oltre un decennio Gianluca Paparesta è stato uno degli arbitri più importanti del panorama calcistico italiano, con anche lo status di fischietto internazionale dal 2003 al 2008. Oggi lontano dal mondo del pallone, l'ex direttore della sezione di Bari è intervenuto ai microfoni di TuttoMercatoWeb.com per parlare dello stato di salute dell'Associazione Italiana Arbitri, ormai da mesi al centro delle polemiche. Paparesta, nel corso di questa stagione non c'è stato un weekend di campionato nel quale non sono emerse polemiche in merito alle decisioni delle varie squadre arbitrali. Si è dato una spiegazione? "Il problema centrale è la certezza dell'applicazione delle regole in essere. Ci sono dei protocolli da rispettare che sono finiti in pasto alla soggettività dei direttori di gara o dello stesso designatore arbitrale che ha approvato alcune decisioni che poi hanno dato vita ad ulteriori polemiche, indecisioni e dubbi". C'è una preponderanza del VAR sui direttori di gara in questo momento? "Il VAR è uno strumento importante, anzi importantissimo, ma deve essere un supporto all'arbitro e non deve sostituirlo. Deve intervenire quando si è di fronte ad un episodio specifico e non ogni volta che deve essere presa una decisione". Troppa libertà d'interpretazione da parte degli arbitri? "Serve maggiore rigidità. Regole oggettive che devono essere applicate senza possibilità di una diversa lettura da parte di chi dirige una sfida. Una problematica, questa, che da noi è chiara ed evidente, ma che in altre leghe non si sta presentando in modo così palese". Nel frattempo la Serie C si è resa disponibile alla sperimentazione del FVS, che in maniera colloquiale viene definito come 'VAR a chiamata'. Che ne pensa? "Mi piace e penso che potrebbe essere una buona soluzione da applicare e implementare anche nei campionati maggiori quando si richiede l'intervento dello strumento tecnologico. Il punto, però, è che adesso tale strumento interviene così spesso che renderebbe i 'challenge' a disposizione dei tecnici pressoché inutili". Chiudiamo con Gianluca Rocchi, attuale designatore della CAN che gestisce le gare di Serie A e B. Dopo tutte le polemiche che lo hanno visto coinvolto, pensa che abbia ancora lo status necessario per ricoprire quell'incarico? "Lo ha assolutamente. Rocchi è stato un arbitro internazionale con una grande carriera sotto gli occhi di tutti. A mio avviso il problema non è lui, bensì il vuoto esistente all'interno dell'AIA. Il presidente Zappi è stato inibito e si nota una certa ingerenza della politica sportiva in un settore a servizio del gioco del calcio che niente ha a che vedere. Servirebbe che la FIGC intervenisse per dare maggiore serenità a tutto il mondo arbitrale, attualmente in una situazione di chiara confusione".