Da quel 9 alla Giroud un sacco di punte sotto i ponti. E Nkunku che ha stoppato tutto
A giugno, attraverso il direttore sportivo Igli Tare, il Milan aveva rivelato l’intenzione di acquistare un attaccante centrale alla Giroud. Di nomi poi se ne erano fatti tanti: da Vlahovic passando per Zirkzee a Hojlund, che però aveva rifiutato la corte rossonera per l’assenza della Champions League e per le mancate garanzie sulla lunga permanenza nel club a prescindere dal suo rendimento; i più vicini al trasferimento sono poi stati Conrad Harder, finito al Lipsia, e Victor Boniface, che non ha superato le visite mediche. Tutti, comunque, più o meno con le caratteristiche da 9. Solo che alla fine, per 38 milioni di euro più bonus, a Milano è arrivato Nkunku, che del Giroud ha veramente poco.
Risveglio
Che ci mettesse un po a carburare era, dunque, prevedibile. Nkunku per cinque mesi non ha segnato ed è stato quasi un fantasma nelle partite rossonere. Poi, in concomitanza col mercato di gennaio, i primi gol: Verona, Fiorentina, Como e Bologna. Cinque gol in sei partite: Per me è stato difficile perché non avevo mai saltato una preparazione e la prossima estate farò di tutto perché non accada di nuovo: se non prendi parte al precampionato, non hai a disposizione 4-5 amichevoli per trovare la forma". Col tempo, tutto sembra che stia andando al proprio posto, a partire proprio dalla fase realizzativa: "Ho cercato di restare calmo perché conosco la mia qualità e sapevo che le reti sarebbero arrivate: era solo una questione di tempo e di condizione. Se giochi in attacco, devi segnare perché è il tuo lavoro. Credo comunque di aver aiutato la squadra in altri modi, ma se fai un assist o un gol... è più evidente. La cosa più importante comunque è vincere e fare quello che chiede Allegri".
Mercato
Torniamo un attimo su quella concomitanza lì. Nkunku ha iniziato a segnare proprio quando le voci di mercato si sono fatte più insistenti. Anche se lui ha sempre avuto chiaro in testa un solo imperativo: "Non ho mai pensato di andare via, questo è il punto. Il mio agente non mi ha parlato di offerte e quindi per me erano solo voci. E poi lui mi conosce bene: non gli ho chiesto di cercare altro o di 'aprire' ad altri club, perché volevo solo essere pronto a rendere qui al Milan”.
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