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Ventura: "Pentito di aver accettato la Nazionale dopo 20 giorni. Mi voleva un top club"TUTTO mercato WEB
© foto di Nicola Ianuale/TuttoSalernitana.com
Oggi alle 20:51Serie A
di Alessio Del Lungo

Ventura: "Pentito di aver accettato la Nazionale dopo 20 giorni. Mi voleva un top club"

Gian Piero Ventura, ex commissario tecnico dell'Italia, ha rilasciato una lunga intervista a un podcast de La Gazzetta dello Sport, tornando alla scelta di accettare gli Azzurri: "Avevo 2 anni ancora di contratto con il Torino e avevo una proposta di 3 anni da un club importante. I miei collaboratori mi dicevano di non andare in Nazionale e di andare nell'altra società. Dopo 5 anni in granata, ci voleva la novità, spingevano tutti perché io andassi. Poi ricevetti l'ufficializzazione della chiamata, c'era Lippi, tutti mi dicevano che era la ciliegina sulla torta della carriera". Cos'è che non andò? "Nel momento in cui non ho la possibilità di fare calcio, perdo molte delle mie caratteristiche. Non è riferito alla Nazionale, ma essere allenatore o essere ct è differente. Diventa più facile se sei un tecnico avere la password per entrare nella testa dei giocatori. Non mi sono pentito della scelta dopo l'eliminazione, ma dopo 20 giorni che ero sulla panchina dell'Italia, ho capito che non era il mio posto". Perché non si è fatto subito da parte? "È difficile dirlo. Ai miei collaboratori dissi di finire l'anno e poi di andare a casa. Non ero soddisfatto, non potevo incidere più di tanto, tutto quello che chiedevo non mi veniva dato… Volevo fare amichevoli con nazionali di piccola portata per lanciare i giovani e giocammo contro le big. Facevo tutte cose che non facevano parte della mia storia". Oggi ci sono i problemi di allora. "Il vero problema dell'Italia non è se non andiamo al Mondiale. Noi 20 anni fa ci andavamo per vincere, oggi speriamo di partecipare… Sono due cose diverse. Il perché non andiamo al Mondiale? Non ci vuole Einstein. Sono passati 8 ct dal 2006, il problema non è l'allenatore, ma il sistema. Prima devi fare le fondamenta, poi l'attico".