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Zazzaroni: "Auguriamoci che l'Italia abbia c**o. Da tempo siamo chiacchiere e distintivo"TUTTO mercato WEB
© foto di Lorenzo Marucci
Oggi alle 08:23Serie A
di Alessio Del Lungo

Zazzaroni: "Auguriamoci che l'Italia abbia c**o. Da tempo siamo chiacchiere e distintivo"

Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, ha pubblicato sul quotidiano un suo commento alla vigilia della partita che l'Italia giocherà contro l'Irlanda del Nord e che sarà valida come la prima dei playoff per accedere al Mondiale. Il giornalista utilizza un paragone molto particolare: "Fight Like a Brave è una canzone dell’87 dei Red Hot Chili Peppers. Secondo l’autobiografia di Anthony Kiedis, descrive i problemi di alcuni membri del gruppo con la droga. All’epoca la tossicodipendenza di Kiedis arrivò a un livello tale che dovettero cacciarlo. [...] Una volta ripulitosi, contattò Flea per spiegargli che era di nuovo sobrio e il bassista lo riprese. Fight Like a Brave è considerata a tutti gli effetti un manifesto del riscatto [...]. Il brano rappresenta un potente messaggio di rinascita [...] ed è diventato un inno alla resilienza, una metafora per invitare a rialzarsi chiunque si senta senza speranza [...]". Poi sposta l'attenzione sulla Nazionale: "In fondo anche quella della FIGC è storicamente una dipendenza: si è assuefatta all’autoreferenzialità e alla sconfitta. La Federcalcio ha da sempre la tendenza a focalizzarsi su sé stessa, sul proprio brand o sulle proprie idee, ignorando il contesto esterno, le esigenze altrui o i feedback critici, con un atteggiamento, spesso basato su una forma di autocelebrazione. [...]". Zazzaroni però spiega qual è la sua visione: "Guardando in faccia alla realtà il nostro calcio è fermo al 2006 e ai suoi campioni. La vittoria in Germania resta infatti una delle imprese più clamorose, ottenuta in un contesto di caos istituzionale senza precedenti. La Nazionale trionfò contro ogni pronostico, unendo il Paese proprio mentre il calcio italiano veniva travolto dallo scandalo. [...] Da tempo siamo solo chiacchiere e distintivo. E allora è necessario ripartire. Il primo passo è la consapevolezza dei problemi e l’individuazione delle loro origini più profonde. .[...] Nel brevissimo periodo abbiamo altre priorità, i playoff: Gattuso, il Grinta, non ha giocato nel Milan degli immortali, ma ha potuto lavorare con Ancelotti, uno che ha il dono della semplificazione e del successo. E allora auguriamoci che, oltre a carattere, cuore e disciplina, Rino e i suoi abbiano un po’ di culo. Vinciamo in qualche modo ’ste due partite [...]".