Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomocremonesefiorentinagenoahellas veronainterjuventuslazioleccemilannapoliparmapisaromasassuolotorinoudinese
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenafrosinonelatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuoloturris
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / milan / Serie A
Inter, il derby è un incubo: Chivu vede ancora lo scudetto, ma il Milan ora speraTUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 07:00Serie A
di Bruno Cadelli

Inter, il derby è un incubo: Chivu vede ancora lo scudetto, ma il Milan ora spera

Nonostante l'ennesima sconfitta nel derby, l’Inter ha ancora sette punti di vantaggio e le mani sullo campionato. Oppure, se si volesse pensare in maniera diametralmente opposta, si potrebbe anche dire che i nerazzurri ieri sera abbiano perso in una sola partita il 30% del vantaggio sui rossoneri. Sono vere entrambe le versioni e solo il tempo dirà quanto visto ieri sera a San Siro inciderà sulla corsa scudetto. Chivu poteva volare a +13 su Allegri, invece Max ha accorciato a meno sette. Il calcio non è uno sport di numeri, ma questi non sono esattamente dettagli. L’Inter non perdeva una partita in campionato da oltre tre mesi: dal Milan al Milan, da Pulisic ad Estupinan, 0-1 e 1-0. Il Diavolo centra il back to back. È il calcio, oppure la sindrome da derby, visto che l'Inter non vince contro i cugini da oltre due anni. Allegri rispetto a Cremona si è giocato la carta Estupignan e ha pagato. Chivu invece non ha trovato soluzioni né tra i titolari né dalla panchina. Ieri il calcio si è palesato nella sua più arcaica semplicità, perché tutto cambia in un istante. Prima della rete del colombiano su dormita colossale di Luis Henrique - il brasiliano è stato ancora una volta pesantemente insufficiente - Mkhitaryan si è divorato il pallone che avrebbe potuto cambiare il destino della partita e forse del campionato. Sliding doors, direbbero gli inglesi. Momenti della partita da sfruttare, direbbe Chivu, apparso comunque ancora sereno e consapevole di avere tra le mani il proprio destino. Senza il febbricitante Thuram, l’allenatore rumeno si è affidato alla coppia dei baby attaccanti Bonny e Pio Esposito. L’ex Parma si è perso in una nube di confusione, il classe 2005 non ha fatto mancare il suo impegno, ma la pressione del grande appuntamento questa volta deve essersi fatta sentire anche più della buona volontà mostrata dall'ex Spezia. Un ragazzo non può sempre vestire il mantello ma superman, ma nonostante la giovane età ci sono oneri e onori, e il primo a saperlo è proprio il numero 94. Ieri sera all'Inter sono mancati i leader: Mkhitaryan sembra sempre più ai titoli di coda e il gol a Lecce potrebbe essere stato anche il suo ultimo guizzo degno di nota. Dimarco non ha sfoderato la prestazione da fuoriclasse, nemmeno Barella. Allegri ha giocato la partita che ha voluto, l’Inter invece è apparsa involuta, forse un po’ superficiale, o comunque quel tanto che basta da non incidere e blindare a doppia mandata lo scudetto. Anche un pareggio avrebbe dato un senso diverso alle ultime dieci partite di Serie A. La fortuna die nerazzurri è che Dumfries e Calhanoglu presto torneranno a pieno servizio e che Lautaro Martinez sta accelerando nella tabella di recupero per tornare a disposizione del gruppo. Ieri l’argentino ha guardato il match dalla panchina, da dove sono subentrati Sucic, Frattesi e Diouf. Nessuno ha dato la spinta necessaria per invertire la rotta. Sabato arriva l’Atalanta, il Milan invece sarà a Roma contro la Lazio. Chivu sarà chiamato nuovamente a dare una scossa al gruppo. Perché ieri il gancio al mento ha fatto barcollare quello che fino ad ora sembrava un gigante indistruttibile.