Ibra spiega così il Milan al mondo Usa. E forse ora lo ha capito anche la proprietà
L'anno scorso era il frontman, quest'anno è più dietro le quinte, almeno per ciò che riguarda la parte sportiva. Zlatan Ibrahimovic, però, resta il gioiello del management rossonero, quantomeno da un punto di vista mediatico. Ed è lo stesso Ibra ad aver presentato ai media americani il progetto rossonero, partendo dall'operazione con il settore giovanile con Milan Futuro: "Nella cultura italiana tutti sono concentrati sui risultati. I giovani, gli allenatori, vogliono vincere. Se voglio vincere, metto dentro un giocatore pronto, togliendo spazio invece a quello che ha del potenziale, col rischio di bloccarne lo sviluppo. Questa cosa al Milan l'abbiamo cambiata. Prima di tutto vogliamo dare ai ragazzi il tempo di gioco, perché quando sei giovane devi giocare. Se non giochi in Milan Futuro, giochi in Primavera, 100%. Se parti in Milan Futuro ma i ritmi sono diversi, ti spostiamo in Primavera, cresci, e ti riportiamo sopra. È come una scala che sali e scendi, con l'obiettivo di crescere, così che quando arrivi in prima squadra è per via dei risultati che hai ottenuto".
Vincere
Anche perché, poi, quando sei al Milan, devi vincere. E questo la proprietà Red Bird lo ha capito - o lo sta capendo - forse un po' tardi. Allegri è arrivato anche per questo: "Ho avuto - ha spiegato Ibrahimovic - lui come allenatore. È molto bravo con le relazioni con i giocatori, sta gestendo il gruppo alla perfezione. Ha vinto già trofei con il Milan, ed era già bravo quando allenava me. Ha carattere, anche perché non era facile quando giocavo io, visto che c'erano altri giocatori con tanto carattere come Seedorf, Cassano. Non avevamo paura di dire le cose, ma Allegri doveva pensare al gruppo, non al singolo. Doveva pensare a fare il meglio per la squadra, ma lo fece benissimo, ed oggi lo sta trasmettendo alla squadra. I giocatori di allora erano diversi rispetto a quelli di oggi. Magari quelli attuali hanno un po' meno di carattere, ed a lui piacerebbe averne. Lavorare con Allegri è facile, ha esperienza, è stato in grandissimi club. È un vincente, ed essere al Milan non è per tutti. Lui capisce cosa significa essere al Milan, quindi deve solo farlo capire ai giocatori".
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