Roma, Gasperini è stata una scelta dei Friedkin. Tutti i motivi degli attriti con Ranieri
Gasperini allenatore, Ghisolfi direttore sportivo, Ranieri come figura di garanzia e da tramite fra la squadra - tecnico incluso - e la proprietà. Così si spiegava, lo scorso giugno, l'arrivo del Gasp a Roma. Dopo l'incontro di Firenze, immortalato in un hotel a due passi da Piazzale Michelangelo, lo snodo della storia sembrava questo. Dopo nove anni di Atalanta dove erano stato Antonio Percassi a difenderlo, c'era l'idea che Ranieri potesse essere l'eminenza grigia per calmare una piazza solitamente non tenera con gli allenatori.
Il resto lo ha spiegato Claudio Ranieri, fra il chiaro e lo scuro. ”Io ho scelto 5-6 allenatori, tre non sono venuti. La società ha scelto Gasperini. Abbiamo scelto lui per quello che aveva fatto all'Atalanta: partire con i giovani e piano piano portarli su grandi palcoscenici". È possibile che in questa frase ci sia tutto quanto alla base dei problemi di questi mesi.
Perché Gasperini, nonostante tutto, ha cercato di fare con quel che aveva. Anche cercando di essere meno incendiario degli anni a Bergamo, al netto di una normale attitudine all'arrabbiatura soprattutto per i temi di mercato. Dopo pochi giorni dall'arrivo a Roma, Ghisolfi se n'è andato e Ranieri ha scelto Massara che spesso, da direttore sportivo, ha potuto prendere strade diverse da quelle chieste dall'allenatore.
Due sono le situazioni che hanno fatto esplodere la questione. Il primo è quello di Richard Rios, che la Roma aveva praticamente in mano e che non è stato chiuso, non è dato sapere perché. Gasperini si è trovato così Neil El Aynaoui, trenta presenze quest'anno ma quasi mai da titolare in Serie A, meglio in Europa. Poi, in inverno, ha chiesto un attaccante sin da subito per cambiare l'inerzia del suo reparto offensivo: voleva Malen, è arrivato il 16 gennaio, non prima di Robinio Vaz, diciottenne di belle speranze che però non poteva essere - nelle idee - il calciatore perfetto per trainare il reparto.
Prima Gasperini era concentrato sul ds, ma poi ha capito che non era stato una prima scelta per Ranieri. Le parole di Sir Claudio due settimane fa sono state il penultimo strascico di un rapporto che si è deteriorato settimana dopo settimana, fino al comunicato di oggi.
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