Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club
tmw / milan / Serie A
Shevchenko compie 50 anni, Tassotti: "Tra i primi 4-5 attaccanti della storia del Milan"TUTTOmercatoWEB
Oggi alle 20:53Serie A
di Pierpaolo Matrone

Shevchenko compie 50 anni, Tassotti: "Tra i primi 4-5 attaccanti della storia del Milan"

Nel giorno dei 50 anni di Shevchenko, Mauro Tassotti racconta il campione e l'amico: dal rigore di Manchester al rapporto costruito con l'Ucraina.
Cinquant'anni oggi per Andriy Shevchenko. A raccontare il fuoriclasse ucraino è Mauro Tassotti, ex difensore del Milan e storico vice di Carlo Ancelotti, intervistato da Milanisti Channel. Un rapporto nato proprio in rossonero e proseguito successivamente nello staff della Nazionale ucraina: "Sicuramente sta, secondo me, nei primi quattro o cinque attaccanti che il Milan ha avuto nella sua storia". Tassotti ricorda soprattutto la completezza di Sheva: "Faceva gol di testa, di destro, di sinistro. Era molto forte fisicamente, perché amava allenarsi duramente". E aveva una qualità tipica dei grandi campioni: "Magari per qualche momento si escludeva un po' dal match, non era uno di quei giocatori capaci di stare sempre dentro la partita. Però, a differenza di molti, sapeva entrarci nel momento giusto con la sua classe, con la sua forza e deciderla".

Tassotti ricorda Manchester: "La freddezza di Shevchenko qualcosa di pazzesco"

Inevitabile tornare alla finale di Champions League contro la Juventus: "La responsabilità che si è preso sull'ultimo rigore di Manchester e la freddezza con cui l'ha tirato sono qualcosa di pazzesco". Un anno dopo sarebbe arrivato anche il Pallone d'Oro: "Non gli è stato regalato niente. È stato un grande, veramente un ragazzo d'oro. Si è meritato tutto questo". Dopo il ritiro, fu proprio Shevchenko a richiamare Tassotti per la nuova esperienza con l'Ucraina: "Mi ha fatto una chiamata e mi ha chiesto di poter lavorare con lui. Sapeva che in quel momento ero in una situazione un po' particolare. Mi ha chiesto di andare con lui in nazionale". Un'esperienza che ha rafforzato ulteriormente il loro rapporto: "I momenti che più ho nel cuore del mio rapporto con Sheva sono anche i più semplici. Lavorando per la nazionale ucraina insieme abbiamo fatto tante belle serate, quelle in cui gli allenatori vivono assieme parlando di calcio, ma in quel contesto anche delle problematiche che c'erano. Il tutto sempre davanti a un bicchiere di vino".

Tassotti: "Shevchenko più adatto al ruolo di dirigente che a quello di allenatore"

L'amicizia è rimasta intatta anche dopo la separazione professionale: "Quelli sono stati momenti speciali e che hanno rafforzato ancora di più il nostro rapporto umano, oltre che lavorativo. Tuttora che le strade si sono separate Andriy è un mio caro amico e ci sentiamo spesso". Tassotti vede oggi Shevchenko particolarmente adatto al ruolo istituzionale: "Secondo me la sua indole lo portava più a essere un dirigente. Adesso è Presidente della Federcalcio ucraina e sta lavorando sodo per cercare di dare qualche soddisfazione al suo Paese. Io credo che questo sia un ruolo più adatto a lui e al suo carattere, rispetto a quello dell'allenatore". Infine l'augurio più personale per i suoi 50 anni: "L'unico augurio che credo si possa fare a Sheva è che il suo Paese ritorni ad avere una vita normale, che i suoi familiari non siano più per lui fonte di preoccupazione, ma siano solo di gioia e serenità. Ovviamente è una speranza che ripongo non solo per Sheva, ma per tutto il suo popolo ucraino".

Altre notizie