Inter-Napoli vista da Roberto Beccantini: "McTutto"
Gran partita. Piena di sparatorie, di imboscate, di inseguimenti e tamponamenti alla «Blues Brothers».
E di calcio: quale ci piace raccontare nella sua profonda «selvaggeria». Alla fine, Inter-Napoli 2-2. Giusto così. E’ il primo pari, in campionato, di Chivu. Giocatorista incallito, non posso non cominciare dalle assenze: Dumfries da una parte; De Bruyne, Anguissa, Lukaku e Neres, l’eroe di Riad, dall’altra. Alludevo ai titolari.
Su tutti e su tutto, Scott McTominay. Si lascerà pure borseggiare da Zielinski nell’azione della rete di Dimarco, mancino folgorante dopo toccata (di Thuram) e fuga, ma i pareggi sono suoi, il primo su cross di Elmas (ciao Akanji), il secondo su rovesciata di Lang. In mezzo, c’era stato il rigore varista, per pestone di Rrahmani a Mkhitaryan, trasformato da Calhanoglu. Penalty che Conte, poi espulso, ha «bullizzato» non proprio come, al Maradona, aveva incassato il dischetto fasullo dell’armeno su Di Lorenzo.
Scontri fra tir, fidatevi. Thuram ha patito il rimorchio di Juan Jesus; Akanji, la dinamite e il rasoio di Højlund (che «barba al palo», al 49’). In compenso, poco Lautaro. Il Reverendo romeno e l’Indice piangente hanno azzeccato le mosse: da Lang a Mkhitaryan (il rigore e il legno al 94)’. Resta, per l’Inter, il problema delle Big. E siamo, ormai, ben oltre i soliti sospetti.
Duellanti coraggiosi; cinque cambi, i nerazzurri; la miseria di due, gli azzurri (a conferma della rosa spolpata). La cazzimma di Conte non è propaganda. Naturalmente, avevo dato favorita l’Inter.
Se il risultato perfetto è lo 0-0 (Frossi, il dottor Sottile), queste notti aiutano a stare svegli. Chiudo con il podio: «McTutto», perno mobile, al fianco di Lobotka, nel 3-4-2-1 del Napoli; quel rompiballe di Højlund; Dimarco, giovanotto di sinistro. Napoli olandese in avvio, quindi scariche elettriche in equilibrio. Con damigiane di episodi, cozzi e arpeggi. Da Premier.
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