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Juve, Zazzaroni: "Finita l'epoca degli algoritmi. E torna un dirigente italiano"TUTTOmercatoWEB
Oggi alle 17:10Altre Notizie
di Daniele Petroselli

Juve, Zazzaroni: "Finita l'epoca degli algoritmi. E torna un dirigente italiano"

Il direttore de Il Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni è stato ospite di Maracanà, nel pomeriggio della radio di Tuttomercatoweb.com, dove ha parlato di vari temi. A partire dall'arrivo di Giovanni Carnevali alla Juve: "Che sia una svolta sembra evidente, è finita l'epoca degli algoritmi, è tornato un dirigente italiano che ha fatto molto bene al Sassuolo. Il Sassuolo non è la Juve, Carnevali lo sognava da un sacco di tempo questa occasione. Il percorso? Dipende dai soldi disponibili. Come tutti dovrà ingegnarsi e fare un mercato con idee, magari sacrificando qualche elemento. Come tutte. Abbiamo il Milan con Ibra e non c'è nessun'altro dirigente. Poi abbiamo la Roma che non riesce a chiudere col ds, abbiamo il Napoli che non ha l'allenatore perché non c'è nessuno al Milan che può risolvere il suo contratto". Cosa aggiunge? "C'è chi spara cavolate come Guardiola in Nazionale. Stiamo toccando vette mai toccate. Cosa può fare Guardiola in Nazionale, uno abituato al campo? Uno abituato al campo come Spalletti ha fallito. Il candidato più credibile è Mancini, anzi l'unico candidato. A Conte gli hanno offerto tanti milioni Fenerbahce ma ha rifiutato, aspetterà più avanti la Juve". Ancelotti farà bene col Brasile? "Non ha la squadra per vincere, dietro è in difficoltà, davanti molto bene, in mezzo non proprio. Può fare bene però. Come primo avversario il Marocco è molto tosto. Spagna, Francia e Argentina sono le più forti di tutte, poi metto anche il Brasile. Ma dipende dagli accoppiamenti poi". Come ha visto Chivu? "Ho trovato molto bravo chi lo ha intervistato. Chivu lo amo da molto tempo, fece un'intervista con me a Parma. E' uomo di grande intelligenza, è uno di un altro passo. E' un ottimo tecnico, che ha ottenuto due grandi successi al primo anno. Meglio di così. E' un uomo pratico anche, è uno che va al sodo, sapeva di avere una squadra forte e l'ha portata a vincere". Come ci racconta la sua ultima fatica letteraria? "Mi hanno chiesto di scrivere dei settori giovanili, ho un figlio che ci gioca e non potete capire qual è la situazione. Alla fine mi sono convinto, ho parlato con 2-3 personaggi che sanno davvero cos'è il settore giovanile. E' un lavoro importante che si occupa della base, delle scuole calcio, delle differenze col passato. Bisogna far si che gli allenatori delle giovanili siano ben pagati, che non pensino al risultato, contratti lunghi, crescere i ragazzi e portarli in alto. Si può fare qualche correttivo in Italia, difficile cambiare così tanto. Non servono limiti per far giocare italiani. E poi non si possono fare leggi in merito".