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Napoli, Allegri sta perdendo la squadra: Hojlund lo smentisce, Politano spacca lo spogliatoio

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Ivan Cardia
Oggi alle 10:40Serie A
autore Ivan Cardia
05.11.2026 10:40Serie A
opo il 4-1 di Porto emergono le tensioni tra gli azzurri: il danese contesta l'allenatore, Politano chiama in causa gli stranieri. E in campo litigano De Bruyne e Lucca
www.imagephotoagency.it
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Massimiliano Allegri assolve i giocatori, Rasmus Hojlund non assolve Massimiliano Allegri. E Matteo Politano, nel frattempo, apre una distinzione che fino a ieri poteva anche esistere nello spogliatoio del Napoli, ma almeno non era stata portata all'esterno: italiani contro stranieri, una sorta di tutti contro tutti da cui diventerà complicato uscire. Il 4-1 di Porto, settima sconfitta nelle prime quattordici partite stagionali degli azzurri, ha fatto emergere un problema che rischia di essere persino più grave dei risultati. Allegri non ha ancora perso la squadra, ma rischia di perderla. E l'emergenza infortuni, per quanto pesantissima, non basta a spiegare quello che sta succedendo.

Hojlund smentisce Allegri. E chiama in causa anche la società

L'allenatore, dopo la partita, ha tentato di proteggere i suoi. Ha parlato di una prestazione positiva per settanta minuti, ha spiegato di non avere nulla da rimproverare ai giocatori. Hojlund, interrogato proprio sulle parole del tecnico, lo ha contraddetto senza girarci intorno: "Non sono d'accordo". Non è una dichiarazione scontata: il centravanti danese non ha cercato giustificazioni, ha definito negativa la prestazione e ha chiesto a tutti di guardarsi allo specchio, società compresa. Una lettura diametralmente opposta a quella di Max, espressa pubblicamente e a pochi minuti di distanza. Se non è una contestazione tecnica, quantomeno è tutto il contrario che messaggio che Allegri aveva appena provato a far passare.

Politano e gli stranieri...

Se Hojlund mette in discussione la lettura di Allegri, Politano rischia di andare oltre, e spaccare gli equilibri del gruppo. O magari ha solo raccontato una frattura che già esiste. Alla richiesta di spiegare l'ennesima sconfitta, l'esterno ha manifestato il proprio fastidio per essere sempre tra quelli chiamati a metterci la faccia: vorrebbe che lo facessero anche altri, "non sempre noi italiani". Poi ha precisato di non voler attaccare nessuno e ha ribadito la vicinanza all'allenatore. Ma quella distinzione resta. Soprattutto in uno spogliatoio nel quale gli stranieri non sono certo comprimari: De Bruyne, McTominay, Hojlund, Anguissa, tanto per citarne alcuni. A dire il vero, poi sono andati davanti ai microfoni il già citato Hojlund e proprio McTominay che, a sua volta, ha chiesto a ogni giocatore di interrogarsi sul proprio contributo. Il nervosismo, peraltro, non ha aspettato le interviste post gara. De Bruyne e Lucca hanno litigato in campo, con il centravanti che ha risposto platealmente alle rimostranze del belga. Un episodio che isolatamente avrebbe avuto scarso significato, ma che assume un peso diverso nel contesto attuale. I nodi stanno venendo al petto: il Napoli è fragile in campo, soprattutto rischia di diventarlo nei rapporti interni. La partita con la Lazio sarà importante anche per capire se Allegri abbia ancora la capacità di tenere tutti dalla stessa parte. Perché gli infortunati prima o poi torneranno. Ricomporre eventuali fratture, invece, potrebbe essere più complicato.

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