Conferenza Allegri, Altamura: "E' successa una cosa mai vista prima in 22 anni!"
Marcello Altamura, giornalista di Cronache di Napoli, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania.
Parto dall'argomento più caldo delle ultime ore in casa Napoli: la conferenza di Allegri. Innanzitutto, ti è piaciuta, non ti è piaciuta?
"La conferenza è molto politically correct, d'altra parte Max Allegri lo conosciamo, è una vecchia lenza che non si fa cogliere in fallo dai giornalisti, è uno abituato a dribblare le domande, a dare le risposte calibrate. Diciamo che a me ha fatto impressione, sinceramente, l'ho scritto anche sul Corriere questa mattina, mi ha fatto impressione che il Napoli non era mai successo, nei quasi 22 anni della gestione De Laurentiis, usare a proposito del Napoli gli stessi termini del Presidente, perché Allegri ha definito il Napoli competitivo e sostenibile, e questa era la definizione che aveva usato il Presidente De Laurentiis a bordo della MSC alla presentazione della maglia. Quindi, mettendo insieme il fatto di Allegri di sentirsi chiamare aziendalista, queste parole un po' mi hanno impressionato perché non c'era stato mai nessun allenatore, da Giampiero Ventura arrivando ad Antonio Conte, che avesse parlato con le parole del Presidente. Max Allegri l'ha fatto e questo credo che la dica lunga sulla scelta che ha fatto De Laurentiis per la panchina al posto di Conte."
Questo essere accomodante della società di Massimiliano Allegri forse è una cosa che porterà avanti il mister oppure sarà una cosa che prima o poi presenterà il conto?
"Io credo che Allegri giustamente ha detto: io non mi sbilancio perché devo vedere la squadra. E credo che questo sarà un passaggio importante perché a me la sensazione che ha dato, se intendono parlare, è che gli abbiano dipinto un Napoli che fosse meno forte di quello che gli hanno descritto. Io credo che il Napoli parte da una buonissima base di squadra, però io vedo, non voglio dire troppo entusiasmo, ma troppa sicurezza nei mezzi attuali del Napoli e a me sinceramente il punto interrogativo che inquieta di più è quello che il Napoli stia per puntare un'altra volta su un blocco che secondo me è il blocco Di Lorenzo, il blocco Anguissa, il blocco Lobotka, che sicuramente ha dei valori, sicuramente ha esperienza, però secondo me non ha più stimoli."
Quindi sei preoccupato anche da questa immobilità sul mercato?
"Guarda, l'immobilità sul mercato è dettata dalla linea editoriale del Presidente: due anni dietro le quinte lasciando il proscenio a Conte e adesso è prepotentemente tornato al timone del Napoli dettando la linea in tutto e per tutto. Quindi questa è una politica aziendale, non mi sento di criticarla perché effettivamente il mercato di due anni di Conte ha lasciato zavorre economiche e tecniche mica da ridere. Quindi è chiaro che bisogna fare un discorso del genere, però onestamente se il Napoli punta su questo, sul fatto che vediamo un allenatore nuovo, un altro anno, magari ci ripete quello che si è ripetuto nel primo anno con Conte, secondo me si è fuori strada perché Conte, voi lo sapete, ne ho parlato anche con voi nel corso di quest'anno, io personalmente non gli ho mai fatto sconti, però lo scudetto del 2024 è targato soprattutto Antonio Conte. Lui sulla panchina del Napoli, io dubito che quel gruppo che era reduce dal decimo posto, non ce lo dimentichiamo mai, perché poi la gestione Conte ha avuto un grandissimo pregio: vincere sì, ma soprattutto cancellare il recente passato. Sembra quasi che la stagione del decimo posto non si sia mai verificata. Quel gruppo lì comunque aveva finito gli stimoli già dopo Spalletti e secondo me l'allenatore su quel gruppo è molto a rischio."


