Rigore Napoli, Marelli sicuro: "Non andava fischiato!". Poi spiega il motivo della ripetizione
Davide Baratto
Il rigore assegnato al Napoli contro il Frosinone continua a far discutere anche nel post partita. Sul contatto tra Giorgio Cittadini e Rasmus Højlund, che ha portato al penalty poi trasformato dagli azzurri, è intervenuto anche l’ex arbitro Luca Marelli ai microfoni di DAZN. Secondo il moviolista, il contatto non era sufficiente per concedere il rigore e il VAR avrebbe potuto richiamare l’arbitro. Di seguito le sue parole.
Marelli sul rigore di Napoli-Frosinone: “Non vedo fallo di Cittadini su Hojlund”
"In presa diretta sembrava esserci veramente poco, rivisto a mio parere non c’è il rigore: non vedo fallo di Cittadini su Hojlund, c’è contatto ma non movimento del difensore verso l’attaccante, solo un tocco tra le gambe. In area però si gioca a pallone, come a centrocampo: non vengono puniti tutti i tocchi. Il rigore viene avallato dal VAR, anche su questo ci sarebbe qualcosa da dire. Poteva intervenire ma c’è un problema, se viene alzata la soglia di intervento lo si fa anche per togliere qualcosa che è stato comminato. Un contatto qui c’è stato, quindi probabilmente rimane la decisione di campo. Siamo fuori dalla linea intrapresa da Orsato da inizio campionato", la spiegazione di Luca Marelli.
Perché il rigore è stato ripetuto
Marelli ha spiegato anche il motivo della ripetizione del penalty dopo l’errore di Højlund: “Al momento del rigore di Hojlund, erano tre in area del Frosinone già prima. E Palmisani non aveva i piedi sulla linea. Era giusto ripetere il rigore. Anche Neres però aveva un piede sulla linea, se entrambi i giocatori erano in area allora restava la decisione di campo”. In sostanza, la ripetizione è stata ritenuta corretta per le irregolarità verificatesi al momento della battuta


