Pastore al veleno: "Allegri-Spalletti-Sarri: bollito alla toscana!"
Davide Baratto
“Bollito alla toscana”: è il titolo dell'editoriale con cui il giornalista Giuseppe Pastore, su Cronache di Spogliatoio, ha accomunato Massimiliano Allegri, Luciano Spalletti e Maurizio Sarri, protagonisti di un momento particolarmente difficile sulle panchine di Napoli, Juventus e Atalanta. Tre allenatori toscani, tutti campioni d'Italia, che secondo Pastore starebbero attraversando una fase di declino, anche a causa di un calcio che cambia e di una nuova generazione di tecnici più aggiornati e motivati. Nel suo intervento, il giornalista si è soffermato soprattutto sulle difficoltà di Allegri, criticandone anche la lettura tattica del Bodo/Glimt alla vigilia della sfida di Champions League.
Pastore e il “Bollito alla toscana”: il declino di Allegri, Spalletti e Sarri
"Il bollito alla toscana è un grande classico degli autunni e degli inverni. Faccio anche appello allo spirito e all'ironia della categoria e della regione Toscana, perché otto, nove e dieci sono le posizioni in classifica di Atalanta, Juventus e Napoli, ovvero Sarri, Spalletti e Allegri, tre grandi allenatori toscani, tutti e tre campioni d'Italia, che per la prima volta nella storia della Serie A hanno perso tutti nella stessa giornata. È una ricorrenza a suo modo storica, che mette l'accento su un grande tema della vita, non solo del calcio: il cambio generazionale. 'Padre Tempo', direbbe qualcuno. Oppure il fatto che arriva qualcuno più fresco di te, più motivato, più brillante, più aggiornato di te e ti fa sentire vecchio. È una cosa che abbiamo pensato diverse volte in queste ultime 48 ore".
Spalletti e Sarri in difficoltà: il cambio generazionale
"Della Juve abbiamo parla la faccia di Spalletti, che peraltro in un crudele gioco televisivo viene messo accanto alla pubblicità dell'amaro quando ci sono i cambi, quindi c'è lui con Totti, questa specie di cortocircuito spazio-temporale in cui lo vediamo a bordo campo, ma in un saloon, una resa dei conti che sembra anche fatale, esistenziale.
Parliamo anche di Sarri, perché due di queste tre sconfitte sono sconfitte anche per episodi. Spesso le partite sono decise da episodi: il Napoli a Venezia poteva tranquillamente non perdere, l'Atalanta, pur dominata per un'ora a Milano, poteva anche non perdere, ha avuto la palla gol del 3-3. Però il modo in cui Sarri commenta in maniera sempre più svogliata, più astiosa, sempre più pigra quello che succede alla sua squadra, è il segno secondo me di un declino che coinvolge e chiama in causa la società. L'Atalanta ha voluto affidare una difficilissima gestione, al posto di Gasperini, a un allenatore lontanissimo da Gasperini, soprattutto con molto meno entusiasmo, nonostante sia persino più giovane di Gasperini. Ma non è una questione di carta d'identità, evidentemente".
Pastore su Allegri: “Declino annunciato! Le sue sconfitte iniziano a somigliarsi tutte”
"E infine andiamo ad Allegri, per il quale va scomodata la celebre scena di Sorrentino in Partenope: 'Era già tutto previsto'. Le sconfitte di Allegri iniziano a somigliarsi tutte. Quella col Venezia richiama Monza-Juve del 2022, con l'espulsione di Di Maria. Qui è De Bruyne che rema contro, a proposito del luogo comune secondo cui Allegri va subito d'accordo con i migliori giocatori della rosa perché sa muovere corde che solo lui sa toccare. Sono tutte cose spia, secondo me, di un declino annunciato e pronunciato che chiama in causa le società che hanno fatto quelle scelte. Perché l'abbiamo detto tante volte: De Laurentiis poteva scegliere tra Italiano e Allegri, così come l'Atalanta poteva fare altre scelte. È presto, siamo alla settima giornata, però c'è questo senso di declino, di decadenza e di sfiducia, e anche di disinteresse nelle rispettive tifoserie, che non è certamente un buon segnale".
La critica alla lettura del Bodo/Glimt: “Scollamento lento e inesorabile dalla realtà”
"Un'ultima cosa sul Napoli, che affronta una partita già decisiva in Champions contro il Bodo/Glimt, squadra che ha vinto a San Siro un anno fa, eliminato la Lazio, eliminato l'Inter, per non parlare delle altre vittorie che ha fatto anche in trasferta. L'allenatore del Napoli, per preparare la partita, la descrive 'una squadra che fa blocco basso e ripartenze', come se fosse una squadra che viene a difendersi, a fare catenaccio e sperare in due o tre ripartenze. Evidentemente non è così. Non so quanti abbiano fatto notare ad Allegri che è un po' diversa la situazione. Magari Allegri, nella sua saggezza, voleva dare soltanto questa visione distorta per confondere il Bodo/Glimt, però c'è un segnale, non di sciatteria, ma di scollamento lento e inesorabile rispetto alla realtà, che poi ti porta a non imbroccare mai gli episodi".
Allegri, Spalletti e Sarri hanno perso entusiasmo?
"Siccome da bravi toscani sono tutti e tre amanti anche un po' dell'azzardo, della provocazione, del colpo a effetto, si sa che il giocatore non è mai sfortunato. Il giocatore sfortunato è quello che non ci crede più, in realtà. Quando hai perso entusiasmo per il tuo lavoro o fiducia nel tuo lavoro, nelle tue capacità, allora sì che gli episodi si mettono tutti contro. Questa è un'altra legge non scritta, ma di marmo, dello sport in generale".


