Infortunio Lobotka, l'ex medico sociale azzurro: "Recupero lento, rischia due mesi di stop!"
Antonio Noto
L'ex medico sociale del Napoli, Maurizio Marassi, intervenuto a Stile TV nel corso della trasmissione "Salite sulla giostra", ha espresso preoccupazione per l'infortunio alla caviglia rimediato da Stanislav Lobotka. Secondo il medico, che ha precisato di basare la propria valutazione sulle immagini dell'episodio e di attendere gli esami strumentali, il centrocampista slovacco potrebbe essere costretto a un'assenza prolungata. “Lobotka? L'infortunio è abbastanza importante e poiché la caviglia è un'articolazione molto delicata nel calciatore, mi auguro di no, ma credo che lo perderemo per un mese e mezzo o due mesi, da quello che ho potuto vedere dalle immagini. Vedremo cosa dirà la risonanza magnetica, se ci sarà lesione dei legamenti, ma credo che sia un infortunio importante e a inizio stagione è critico per la ripresa che sarà molto lenta. La caviglia del calciatore è molto sollecitata e sono molto dispiaciuto perché Lobotka mi piace molto e il Napoli ne sentirà la mancanza. È un infortunio traumatico per cui non ci sono colpe, mi auguro che lo si recuperi velocemente, ma i tempi di recupero per un infortunio del genere sono in genere abbastanza lunghi”.
Marassi: “Badiashile non lo avrei preso, il Napoli non ha un'adeguata prevenzione degli infortuni”
L'ex medico azzurro ha poi affrontato il tema dei frequenti problemi fisici accusati da Benoît Badiashile, esprimendo forti perplessità sulla scelta di mercato e sulla gestione preventiva degli infortuni muscolari all'interno del club. Marassi ha sottolineato come, a suo giudizio, la storia clinica del difensore avrebbe richiesto valutazioni particolarmente approfondite prima dell'acquisto. “Badiashile è uno di quegli atleti che nell'arco della stagione subisce notevoli infortuni. Andava gestito diversamente, con molta attenzione, ma nel Napoli non ho mai notato una grande azione preventiva sugli atleti. E quando ho letto il curriculum di Badiashile, spesso anche sullo stesso muscolo, sono rimasto sorpreso e bisognava anche valutare se prenderlo o meno. Se in cinque anni un calciatore subisce tanti infortuni vuol dire che qualcosa non va e onestamente non lo avrei preso. Dopo cinque anni di infortuni, il giocatore non ti dà tranquillità e continuità. Sugli infortuni muscolari, il Napoli non ha un'adeguata precauzione, un'azione preventiva. Oggi le società importanti nell'ambito medico-sportivo hanno il settore di prevenzione che non mi risulta sia nel Napoli e infatti molte notizie non si hanno. Quando si fa male un giocatore diventa difficile valutarlo perché è top secret”.
Marassi ha infine escluso che si possa attribuire automaticamente la responsabilità degli infortuni ai campi di allenamento di Castel Volturno, soffermandosi anche sulla preparazione atletica della squadra di Massimiliano Allegri e sui segnali di crescita mostrati nelle ultime partite. “Qualcuno dà la colpa al campo di Castel Volturno, ma mi sembra strano perché il Napoli si allena sempre lì e gli infortuni sono arrivati negli ultimi anni. Dopo un periodo iniziale di adattamento, il Napoli inizia a cambiare passo. Credo sia più un fatto tecnico perché Allegri non è uno che carica molto come Conte, per cui non c'è stata una preparazione per entrare in condizione in ritardo o dopo due mesi”.


