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Da 0 a 10: la scioccante inversione di Allegri, la scena terrificante, la scelta ammazza-tifo e Hojlund che torna biondo

autore
Arturo Minervini
per Tuttonapoli.net
Oggi alle 21:15Copertina
autore Arturo Minervini
29.10.2026 21:15Copertina
www.imagephotoagency.it
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Zero alla scena che fa proprio male al cuore. In questi anni abbiamo avuto sempre una certezza: Lobotka lì in mezzo, poi altri dieci. Stan, a dirigere le scene come un regista illuminato, a gestire i flussi, a dirimere le questione più intricate, a sciogliere i nodi con la sua capacità di danzare da una velocità all’altra. Vederlo accasciato a terra, con le mani in faccia in un misto di dolore e paura, è veramente una tremenda storia di Halloween. 

Uno l’assist, delizioso, del capitano. Sta crescendo la condizione di Giovanni Di Lorenzo, la sua capacità di incidere dal centrocampo in su, con la sua qualità e i suoi tempi di inserimenti. Per Rasmus un assist così, con tanto di fiocchetto, che farebbe invidia a qualche numero dieci di professione. Non a caso da giovane faceva l’attaccante e lo chiamavano Batigol.

Due gol presi dalla Juve di Spalletti, alle prese con i più classici ‘volatili per diabetici’. Clima rovente a Torino, con lo spettro gargantuesco di Antonio Conte, invocato dal popolo come il salvatore della patria. Domenica a Torino sarà sfida col passato, una fusione di argomenti che crea grande attesa, come una barzelletta surreale in cui ci sta ci sta uno col Napoli tatuato sul braccio che allena la Juve… Ah no, è vero.

Tre partite alle 18.30 in un mercoledì lavorativo: ma che vi siete bevuti? Come pensate di avvicinare la gente a questo spettacolo? Più partite alle 18.30 che alle 20.45, logiche legate ai diritti tv che mortificano la passione di tifosi costretti ad arrangiarsi e, inevitabilmente, ad allontanarsi dalla propria squadra del cuore. Per seguire una partita serve più flessibilità che per lavorare in smart working: permesso al capo, fuga dall'ufficio, traffico da evitare e cena da rimandare.

Quattro anni che il Napoli non segnava almeno 3 gol in tre partite di fila: era ottobre 2022 con Spalletti in panca ed in campo una squadra che faceva meraviglie. Sono undici le marcature contro Bodo, Roma e Monza, una fioritura inattesa per chi si era intestardito con l’idea del corto muso allegriamo. Dal corto muso al muso lungo, ma stavolta per la sorpresa di chi pensava di dover festeggiare ogni 1-0 come un evento miracoloso. Ora sistemiamo la difesa.

Cinque per la distrazione in marcatura a Rafa Marin che è in realtà un piccolo insegnamento: si può sempre rimediare ad un passo falso. A Monza con Conte aveva vacillato, torna ora sul luogo del delitto con una consapevolezza maggiore, una cazzimma che pensava non gli appartenesse. Lo spagnolo Iglesias cantava ‘La valigia sul letto’, ma ora c’è la sensazione che la valigia sia stata disfatta, i vestiti sono stati sistemati negli armadi, il cambio di stagione è stato fatto. Rafa Marin è tornato per restare, per diventare parte principale del racconto. 

Sei volte già ha messo lo zampino in un gol in stagione tra Serie A e Champions: a Monza arriva il quarto gol in campionato per De Bruyne. Mica male per questo vecchietto, che continua a disegnare con leggerezza il suo calcio, un tratto delicato dell’artista che quando prende il pennello tra le mani sa sempre come si fa. È come andare in bicicletta: se sei un genio del pallone, non lo dimentichi mai. Basta solo trovare un pochino di continuità.

Sette e mezzo a Politano, che sbaglia una grande occasione, così come con la Roma, ma in 14’ segna di scaltrezza il gol del 2-1 e serve l’assist per il gol di Rafa. Matteo è il metronomo di questa squadra, già da qualche anno: dalle sue prestazioni passano molte delle sorti azzurre, perché bilancia le due fasi ed ha l’effetto del balsamo sulle ansie del Napoli quando riesce ad incidere in zona gol. Una carezza, dopo un pugno, se vogliamo un pochino stravolgere i testi di Celentano. 

Otto partite senza fare gol per un attaccante è roba da ricercare centro di gravità permanente, andare sul sito di ‘uno bravo’ e provare ad affrontare la questione senza impazzire. Hojlund si stava intristendo, l’occhio era meno azzurro del solito, il capello meno biondo, il sorriso meno smagliante come il protagonista di una commedia romantica lasciato sull'altare. Eccolo il gol e all'improvviso il mondo torna a colori, gli uccellini a cantare e persino lo specchio dello spogliatoio a restituirgli l'immagine del bomber che conoscevamo. Vive le farfalle nello stomaco dei bomber, l’amore che rinasce ogni volta come Venere nel mare. 

Nove ad Allegri che pare Amanda Sandrelli in ‘Non ci resta che piangere’. Con qualche azzurro si è messo a ‘Provare, provare, provare, provare…” in attesa di scorgere miglioramenti. Prendiamo il caso di Noa Lang, che Conte aveva bocciato una volta superato il casello Vomero in direzione Fuorigrotta. Max, invece, ha deciso di iscriverlo al corso di recupero, con lezioni private, ripetizioni e interrogazioni a sorpresa. Dove altri vedevano un caso disperato, lui ha intravisto uno studente svogliato ma con un talento da tirare fuori. E così, prova oggi, riprova domani, l'olandese ha cominciato a dare risposte. Allegri, con la resistenza di un monaco tibetano, può ridare al Napoli quel valore e quei milioni che sembravano andati in fumo.

Dieci al potenziale, che è un bastardo traditore se non lo sai indirizzare. Come i ‘potrebbe fare di più ma non s’impegna’ che si sprecavano nelle pagelle, come chi viene indotto ad allontanarsi dalla propria natura. Questa squadra deve essere liberata, seguire l’indole offensiva dei suoi interpreti. Come cantava Mannarino, deve tornare a ‘Vivere la vita’, che pare una frase tautologica ma non lo è affatto. Perché  “Non c'è cosa peggiore del talento sprecato”.

per Tuttonapoli.net

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