Beccantini fa notare: "Politano il migliore, Conte disse di cederlo quando era all'Inter"
Il giornalista Roberto Beccantini ha commentato la vittoria del Napoli contro la Lazio, di seguito le sue parole riportate da TMW: "Lazio-Napoli 0-2 (Spinazzola, Rrhamani). Ormai è un prefisso: 0-2 in Supercoppa, con Milan e Bologna; a Cremona; all'Olimpico. Altra cilindrata, alta velocità. Conte si mangia Sarri (fresco di operazione al cuore, auguroni e, per la cronaca, precipitato da Higuain a Noslin). Fra i migliori, se non il migliore, Politano: lo ebbe all'Inter, lo «juventin fuggiasco», ma non gli andava. E così disse «Cedetelo pure». A chi? Al Napoli, toh. I campioni lasciano ai dirimpettai giusto le briciole. Tra occasioni, molte a poche, traverse (una per parte) e rossi (due a uno: Noslin, Marusic, Mazzocchi), in un finale da saloon, là dove era difficile distinguere gli sceriffi dai banditi".
Sulla capolista della Serie A: "L'Inter asfalta il Bologna al di là del burocratico 3-1, cancellando così, di scalpello e di pennello, il pari e i rigori di Riad. L'ordalia, altro non risulta che la prolunga del secondo tempo d'Arabia. Zielinski di sinistro - l'uomo nuovo, non più ai domiciliari - al culmine di un tacco di Thuram e un tocco di Martinez; poi Lautaro di cabeza, quindi il francese di spalla; con Castro, in mischia, a salvare l'onore della fabbrica di pressing che tu. Ribadire l'importanza del centravanti mi sembra banale. Nel dubbio, Chivu sbandiera il miglior attacco e il capocannoniere (il Toro, 10 pere). Sin dall'avvio, Inter all'arrembaggio e Bologna in trincea. Senza Ravaglia, Italiano avrebbe lanciato l'asciugamano. Cosa succede? La qualità e la quantità degli avversari giustificano molto, non tutto. Per l'Inter, quinto hurrà consecutivo. E, in campionato, zero pareggi. O vince (13) o perde (4). Il Bologna era la sua bestia nera. Non più, a naso; e a prestazione".






