Inter, Chivu: "Vogliamo il +7! All'andata decisero certi episodi, ora siamo allenati alle ingiustizie!"
Domani sera l'Inter ospita il Napoli a San Siro nel big match della ventesima giornata di Serie A. Ad Appiano Gentile l'allenatore dei nerazzurri Cristian Chivu è intervenuto in conferenza stampa per presentare il match contro gli azzurri di Antonio Conte.
Dalla partita di andata i numeri mostrano una crescita, com'è cambiata la squadra?
"La squadra è cambiata con lavoro, convinzione e ambizione. Siamo consapevoli che i numeri non bastano, abbiamo fatto con alti e bassi con la giusta consapevolezza".
Quanto sarà diversa la partita rispetto a quella d'andata?
"All'andata Anguissa c'era e non c'era Hojlund. Il Napoli ha una rosa importante e ha giocatori forti con grande intensità. Sarà una partita difficile da affrontare per noi e per loro. Servirà massima attenzione, la partita vivrà di episodi".
Chi ha più pressione?
"Dipende a chi rivolge la domanda. Noi vogliamo andare a +7 e loro a meno uno in classifica. L'impegno c'è e stiamo dando continuità ai risultati. L'unica certezza che abbiamo è che in questo periodo abbiamo sempre lavorato bene, forse la consapevolezza è anche aumentata. La partita può indirizzare il cammino in questa stagione".
Al di là delle differenze, quanto ti stimola il confronto con Conte?
"Ho grande stima di Conte allenatore, gli ho fatto anche i complimenti quando giocavo per quello che riusciva a trasmettere da allenatore. Anche lui si è evoluto molto ed è un vincente. Non esiste il confronto Chivu e Conte per me. Gli interpreti di questo sport sono i giocatori. Ultimamente l'allenatore ha anche troppa importanza anche se è ovvio che possa incidere".
Cosa si aspetta mentalmente dall'Inter?
"La partita contro il Napoli non è più importante delle partite con Parma, Atalanta, Genoa. Tutte le partite devono essere affrontate in maniera seria. Non servono proclami prima di una partita contro il Napoli. Il campionato è una maratona e devi dimostrare di saper essere competitivo. Abbiamo anche avuto la forza di rialzarci, ci siamo sempre messi in discussione e ci siamo sempre messi a lavorare. Speriamo di essere meglio rispetto alla partita di ottobre. Quella partita era stata condizionata da certi episodi. Ci siamo anche allenati ad accettare l'ingiustizia".
L'inter in determinate partite deve tenere la testa fredda?
"Nel calcio c'è sempre da migliorare nel gestire vari momenti. C'è la maturità individuale, dell'allenatore e della squadra. Troppo facile parlare di scontri diretti non vinti solo perché numeri dicono questo. La realtà è che noi siamo primi in classifica, poi siamo consapevoli dell'importanza di queste partite".
Questo ciclo di partite vinte ha esorcizzato la paura? Un pareggio sarebbe negativo?
"Io non ho mai visto paura negli scontri diretti. Questo ciclo di vittorie dice poco, si lavora per dare continuità. Siamo tutti consapevoli che a livello mentale siamo migliorati molto. Questo è merito dei ragazzi e ha capito che deve aggiungere qualcosina. Quando succedono queste cose crescono autostima e fiducia. Non è detto che se giochi meglio vinci le partite".
Quanto è importante che alle spalle di Luis Henrique ci sia Bisseck?
"Bisseck avanza poco e gli chiedo io di avanzare. Bisseck poi aggiunge qualcosa in mobilità. Luis Henrique è migliorato tanto ed è un giocatore che dà una grossa mano in quel ruolo ed è importante per noi. I giocatori sono sempre lì a leggere e a sentire tutto, lo ha percepito anche lui. Forse anche io ho fatto qualche errore di comunicazione con Luis Henrique, ma poi con lavoro ed umiltà lui si è sempre messo a disposizione. Ha poi messo in pratica le cose e se non sbaglio sono nove partite che gioca dall'inizio. Poi siamo consapevoli che può migliorare anche dal punto di vista caratteriale ma non è mai semplice vestire la maglia dell'Inter e giocare a San Siro. Gli faccio anche i complimenti perché ha mostrato di avere le spalle grosse".
Come stanno gli infortunati? Luis Henrique può giocarle tutte?
"Non è facile giocare ogni tre giorni. Io sistemo i problemi e non li creo, questo non vuol dire che non dico quello che penso. Darmian è due giorni che si allena con il gruppo e sta abbastanza bene. Domani non sarà convocato ma spero di reintegrarlo prima possibile. Dumfries ancora non l'ho visto e sta facendo la riabilitazione in Olanda seguito dallo staff medico. Quando rientrerà credo che comincerà la parte atletica. A fine mese e inizio febbraio dovrebbe iniziare la riatletizzazione. Però non sono un medico e non l'ho visto. Spero di averlo a fine febbraio".
Hai dubbi di formazione?
"Io ho sempre dubbi di formazione. Mi devo confrontare con un gruppo che si allena al massimo. Luis Henrique giocherà domani".
Ieri Manna ha parlato di arbitri, questo toglie un po' di serenità ai giocatori? Toglie anche serenità agli arbitri?
"Non lo so se toglie serenità. La società ha scelto con me, quello che fanno gli arbitri non ci deve interessare. Noi dobbiamo pensare al campo e non dobbiamo farci influenzare. Dobbiamo avere una disciplina mentale che doma i pensieri. Io ho cercato di trasmettere questo. La cosa più semplice è cercare scuse e io non voglio che i giocatori cerchino scuse. Io non punto il dito. Giocatori arbitri e dirigenti sono persone".
La sconfitta di Champions è stata utile? Lo usi ancora quel tasto?
"Io non auguro a nessuna squadra al mondo di vivere quello che questa squadra ha vissuto. I ragazzi devono essere consapevoli che l'anno scorso hanno provato in tutti i modi di essere competitivi. Non devono perdere questa ambizione. Nel calcio come nella vita vinci o perdi. Hanno saputo accattare la verità e gli uomini forti si rimettono in gioco. I campioni, quelli forti, si mettono in gioco e non puntano il dito nel cercare errori. Ci mettono la faccia e devono consapevoli che alti e bassi ci saranno ancora. Ma devono essere pronti a rialzarsi. Queso ha fatto l'Inter".






