Bonucci su Conte: "Che leadership! Per un pareggio non dorme due notti"
Leonardo Bonucci, ex calciatore, ha rilasciato un'intervista a Radio Tv Serie A in cui ha parlato del suo passato alla Juventus con Antonio Conte allenatore: "Nel periodo del trasferimento vivevo un sogno ad occhi aperti: avevo terminato il Mondiale in Sudafrica dove non avevo messo piede in campo e allora chiesi di arrivare qualche giorno prima a Torino per ambientarmi in modo da essere subito in condizione. Arrivare li e vedere quel tipo di organizzazione e migliaia di tifosi in ritiro a sostenere la squadra mi sembrava un sogno. Passare dal Bari alla Juve è stato un salto importante ma ho avuto la fortuna di ambientarmi subito nello spogliatoio e di entrare presto in sintonia con i senatori, con il mister e con la dirigenza. Anche se fu un anno complicato a livello di risultati, a me ha dato delle risposte importanti per restare in bianconero e giocarmi le mie carte l'anno successivo, il primo di Conte".
La leadership è un qualcosa che l'ha sempre contraddistinta:
"Penso che sia una parte del carattere che uno deve avere sempre, non è una qualità che si trova in giro. Nel corso degli anni impari tante cose dai punti di riferimento che incontri nello spogliatoio poi provi a farle tue e anche a modellarle a seconda della tua personalità. È un lavoro sicuramente difficile, devi capire quali sono le cose giuste da apprendere, io in questo senso sono stato fortunato perché alla Juventus ho avuto due modelli - Buffon e Del Piero - diversi tra di loro, ma che erano le incarnazioni perfette di cosa significa essere un leader. Anche Antonio Conte in quanto a leadership non è secondo a nessuno: quando è arrivato ha stravolto la mentalità di tutti. lo ero arrivato in una Juve reduce da due settimi posti e prima ancora dalla Serie B, con Conte abbiamo capito cosa vuol dire essere Juventus e vincere con la Juventus: ci ha trasmesso una mentalità ben precisa dove come dice la famosa frase vincere è l'unica cosa che conta. Il mister ne è l'esempio perfetto: ancora oggi per un pareggio non ci dorme due notti, sicuramente lui a sua volta lo ha appreso dai suoi senatori durante la carriera da calciatore".






