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Fredy Guarin, protagonista di un mancato scambio con la Juventus. Con i tifosi in piazza

Fredy Guarin, protagonista di un mancato scambio con la Juventus. Con i tifosi in piazza TUTTOmercatoWEB
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Andrea Losapio
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Andrea Losapio
Oggi alle 05:00Nato Oggi...

Fredy Guarin ha rischiato di essere un caso internazionale. Perché nel gennaio del 2014 il colombiano sembrava a un passo dalla Juventus, in cambio del cartellino di Mirko Vucinic. I tifosi dell'Inter scesero in piazza per protestare e, alla fine, l'affare saltò. La Juventus vincerà comunque altri sei Scudetti di fila, ma l'onta per avergli dato uno dei centrocampisti migliori della A sarebbe stata esagerata. Guarin rimarrà altre due stagioni in nerazzurro, perdendo progressivamente il posto da titolare per poi essere ceduto allo Shanghai Shenhua.

Eppure la sua vita non è stata tutta rose e fiori, anzi. "Ho bussato alle porte dell’inferno. Ho dovuto toccarle per rinascere. Dico sempre che strade come quella dell’alcolismo hanno quattro destinazioni: l’abbandono, l’ospedale, il carcere, la morte. Il mio malessere è iniziato durante i miei ultimi mesi all’Inter. Ho iniziato a bere. Ma l’alcol non era il vero problema. Stavo male per la mia situazione familiare. Mi stavo separando dalla mia ex moglie, vivevo in un’altra casa ed ero lontano dai miei bambini. Non lo accettavo. L’alcol era un tentativo di rispondere al mio malessere, un rifugio dove nascondermi".

All'Inter qualcuno se n'era accorto."Zanetti, Stankovic, Mancini, Icardi, Cordoba e altre persone cercavano di aiutarmi, ma il mio problema ormai era già troppo grande, difficile da controllare. Per questo motivo ho dovuto lasciare l’Italia. Ho pensato di suicidarmi. E tre volte ho provato a togliermi la vita. Dio mi ha salvato. Ho telefonato alla mia psicologa e al mio agente per chiedere aiuto. Mi hanno portato in una fondazione. Lì è iniziata la mia partita più importante. Ho fatto tutto quello che mi hanno chiesto. Ho smesso di bere. Per due mesi mi sono svegliato alle sei di mattina e per tutto il giorno seguivo sessioni di allenamenti o facevo incontri con psicologi e psichiatri. Poi mi è stato fatto un programma riabilitativo. Non ho più smesso di seguirlo. Mi ha salvato". Oggi Fredy Guarin compie 40 anni.

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