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SAMPDORIA CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - Palma in grande crescita, i numeri per Martinelli
ieri alle 12:42News Doria
di Paolo Paolillo
per Sampdorianews.net

SAMPDORIA CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - Palma in grande crescita, i numeri per Martinelli

"Amore mio non piangere, non aver paura, forse è solo un sogno, forse dura un attimo solo una notte ancora..."

Cosi Achille Lauro scolpisce questo testo evidentemente non pensando alla Sampdoria ed alla sua difesa. Da Avellino, dove c'eravamo lasciati, all'Avellino, dove ci ritroviamo, in questo approfondimento sulla retroguardia blucerchiata.

Sedici gol presi in dodici partite, la media fatela voi ma non è rassicurante. Rassicurante è ciò che ci è stato detto per mesi con la difesa a tre, che dava più sicurezze al comparto difensivo, perché di fatto, abbassandosi gli esterni, diventava a cinque. Ma i gol si prendevano lo stesso. Posso dirlo? Basta cosi. Basta pessimismo, lo rifiuto. Lo voglio ricacciare da dove è venuto. Voglio prendere le cose positive. Per esempio, il passaggio alla difesa a quattro, che si invocava da mesi. Guarda caso, con un esterno alto e uno basso che lo copre, si è visto qualcosina di più in fase difensiva (diagonali anche fatte bene, ogni tanto, storico tallone d'Achille) e in fase offensiva. Ora vediamo i singoli:

Mattia Viti: in queste dodici partite io ho notato una crescita esponenziale del centrale di proprietà del Nizza, per come, almeno lui, approccia al match e per come si è distinto sempre come uno dei meno peggio là dietro. Si, qualche passaggio a vuoto l'ha avuto anche lui, ma ne ha avuti meno di altri. 

Tommaso Martinelli: con lui si è perso solo a Frosinone e Carrara. Lo dicono i numeri, questo non sarà implacabile in uscita e non avrà i piedi di Ederson, ma tra i pali ha tolto sempre le castagne dal fuoco e, in un barrage come quello della bassa serie B spietato, freddo e cinico, uno così porta punti importanti (leggi Venezia e Castellammare o Avellino).

Matteo Palma: in grande crescita, culminata con il gol all'Avellino. Un predestinato forse, sicuramente una buona carrozzeria sul quale limare limiti di interpretazione e malizia, ma tecnicamente ci siamo e di temperamento ne ha da vendere. Ogni tanto si lascia prendere dalla sua voglia di giocare il pallone a tutti i costi. Con qualche pedata in più, sarebbe un centrale vecchio stile fatto e finito.

Cicconi e Di Pardo: li metto assieme perché, per un momento e a livelli differenti, sembrava di aver ritrovato le copie di Tonetto e Diana, Pisano e Zenoni, Zauri e Ziegler, ossia una coppia di laterali padroni della titolarità e del ruolo. Poi Carrara ha un po' scompaginato i piani, e si è rivisto un bel Giordano, ordinato ed efficace, più a suo agio a fare solo una fase e mezza, con davanti un'ala di ruolo.

Tutto ciò che vi ho descritto, stando sempre alle discrete prestazioni di Abildgaard - sarà curioso capire se rientra nei piani come difensore centrale, anche in una difesa a quattro, o verrà avanzato in mediana, per dare fiato a Conti e mettere un corazziere vicino ai registi Ricci o Esposito - e Hadzikadunic, fanno sì che la difesa della Sampdoria sia in grado di interpretare il rush finale con gli uomini giusti, in forma e focalizzati, come contro l'Avellino. Se vogliamo trovare una pecca, tre dei cinque nominati, sono in prestito secco e solo uno, Viti, con possibilità di dialogo a certe condizioni. Palma e Martinelli dal 9 maggio li salutiamo e (speriamo) li ringraziamo per l'ennesima, sudatissima, salvezza. Poi, per cortesia, rivoluzione e gente forte, grazie.

Perchè per il Doria daremmo la vita e ci ristenderemmo lì per morire ancora, ma adesso basta. Abbiamo passato un purgatorio adeguato e visto l'inferno pìù volte in pochi anni. Ora dobbiamo tornare dove dobbiamo stare, archiviata l'ennesima sciagurata stagione.