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TMW - Iachini: "Ho rifiutato alcune panchine. Cagliari? C'era qualcosa ma poi non è andata"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Image Sport
mercoledì 06 ottobre 2021 14:23Serie A
di Lorenzo Di Benedetto
fonte da Palermo, Alessio Alaimo
tmw

Iachini: "Ho rifiutato alcune panchine. Cagliari? C'era qualcosa ma poi non è andata"

A margine dell'evento Palermo Football Conference al Torre Ulisse Club di Carini, Beppe Iachini ha parlato della sua ultima esperienza alla Fiorentina. Queste le sue parole raccolte da TMW: "L'avventura a Firenze è stata bella, ci ero stato da giocatore e ci sono tornato da allenatore. Ho trovato una squadra in difficoltà, non potevo fare troppi fronzoli ma dovevo portare a casa punti. Quando subentri le cose sono diverse, devi riportare fiducia. Piazze come quella di Firenze hanno molta pressione. Siamo arrivati decimi nella prima stagione, partendo dal terzultimo posto, poi sono stato confermato perché il mio lavoro è stato valutato come ottimo. Ho valorizzato alcuni giocatori, Chiesa è stato ceduto a 60 milioni, Vlahovic era solo un ragazzo e anche Castrovilli ha iniziato a crescere".

Si arrabbia quando la definiscono un difensivista?
"Ripeto, quando arrivi non è semplice. Con le mie squadre ho fatto alcuni record, come a Palermo, e ho sempre valorizzato anche gli attaccanti, come Dybala e Belotti. Nasco mediano e morirò mediano, nella cultura magari sono visto come un difensivista. Conta però soprattutto il risultato e bisogna badare al sodo, chiedendo ai giocatori le cose che sanno fare meglio. Devo aiutare i miei giocatori e far guadagnare le società".

Quanto è stato vicino al Cagliari?
"Ci sono state delle possibilità in questi primi mesi, il Cagliari era una di quelle ma poi è successo altro. Intanto guardo le partite, mi aggiorno, poi vedremo. Ho anche rifiutato qualcosa, avevo opportunità in Italia e all'estero. Dispiace che Ronaldo e Donnarumma siano andati via, è un peccato per il calcio italiano. Ai miei tempi i migliori erano qui, Maradona e Zico per esempio. Questo ci deve far riflettere, anche guardando ai settori giovanili".

Quanto incide la sintonia con un direttore sportivo in un club?
"Tanto, è la base del lavoro e di ciò che si può portare avanti insieme. A volte ci possono essere vedute diverse, l'importante è che ci sia sempre rispetto. Sul mercato dico che un direttore sportivo vorrebbe sempre accontentare l'allenatore, conta la condivisione ma le situazioni a volte sono imprevedibili, con procuratori che a volte preferiscono mandare un giocatore da una parte rispetto che da un'altra. Poi alla fine contano tanto anche i soldi messi a disposizione".

A Palermo ha trovato Vazquez fuori rosa, poi è esploso. Cos'è successo?
"Racconto un episodio, quando sono arrivato non conoscevo alcuni ragazzi Franco veniva dall'estero e la prima settimana mi colpì molto. Chiesi informazioni sul perché fosse sempre zitto e fuori rosa. Mi dissero che era il suo carattere ma avevo visto che era un grande giocatore. Gli feci fare tutti i test fisici per avere la scheda completa. Non era possibile che un calciatore con la sua tecnica non avesse trovato spazio in una squadra che era tredicesima in Serie B, in una rosa costruita per vincere il campionato. Poi parlai con il ragazzo chiedendogli quale problema avesse trovato. Mi rispose che voleva andare via e che non voleva restare in rosanero perché nessuno aveva avuto fiducia in lui. Gli dissi che avrei deciso io e che avrei voluto vederlo in allenamento, anche perché era ottobre, avrebbe dovuto aspettare gennaio. Mi chiamò poi Zamparini e parlammo proprio di Vazquez: gli spiegai che avrei voluto puntare su di lui. Arrivarono i risultati dei test ed era un vero animale, non faceva neanche fatica a correre, oltre ad avere una tecnica incredibile. Lo abbiamo aspettato e a gennaio iniziò a giocare dimostrando di essere un grande giocatore. Sapeva legare il gioco ed era imprevedibile".
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