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tmw / parma / Parma femminile
Parma Women, Zamanian: “A calcio possono giocare tutti, il cambiamento parte dai giovani”
Oggi alle 17:07Parma femminile
di Bartolomeo Bassi
per Parmalive.com

Parma Women, Zamanian: “A calcio possono giocare tutti, il cambiamento parte dai giovani”

Annahita Zamanian, calciatrice del Parma Femminile, è intervenuta nel secondo incontro del progetto del Parma Calcio “Gialloblu Youth Reporters”. Con grande disponibilità la centrocampista francese ha dialogato con una classe di giovani giornalisti per l’occasione, e queste sono state le sue dichiarazioni.

Quando e come hai capito che volevi giocare a calcio?
“Ho due fratelli, da piccoli giocavamo sempre insieme e con mio padre. È stato abbastanza naturale, mi portava gioia. Quando vincevo contro di loro mi piaceva”.

Facevi anche altri sport da bambina?
“No, non ne facevo altri. Appena ho visto il pallone è stato amore a prima vista. Mi sarebbe piaciuto fare qualcos’altro, però ero troppo innamorata del calcio”.

La tua famiglia era contenta che giocassi a calcio?
“Si, sono stata molto fortunata. La mia famiglia mi ha sempre sostenuto, non è scontato e sono molto grata a loro per questo”.

È stato facile iniziare a giocare a calcio o hai avuto difficoltà?
“è stato facile perché ero innamoratissima, ma non è uno sport facile. Si possono avere infortuni o momenti difficili, però penso che sono momenti che ti fanno crescere sempre, sono molto più matura e mi ha aiutato in tutta. Difficoltà ma anche tanta gioia”.

Oltre al calcio pratichi o segui altri sport?
“Seguo abbastanza il tennis, è uno sport molto bello, fisico e interessante. Seguo anche le Olimpiadi”.

Perché hai scelto il tuo numero di maglia?
“E’ molto importante per me, sono nata il 19 febbraio e questo numero mi ha sempre seguito e portato fortuna. Significa tanto per me e sono contenta di averlo sulla maglia”.

Ti piace il tuo ruolo o vorresti cambiarlo?
“Ogni tanto vorrei cambiare, ultimamente ancora di più perché è tanto che gioco. Mi divertirebbe cambiare, però essendo centrocampista faccio già un po’ di tutto quindi ci sta”.

Pensi di essere una calciatrice forte?
“Si dai, abbastanza. Provo a fare il mio meglio ogni volta che gioco”.

Quale vittoria ti ricordi con più emozione?
“Devo per fora dire il primo Scudetto, non si scorda mai. È stato un anno difficile e lungo, più difficile di una Coppa, però uno Scudetto è qualcosa che si porta avanti tutto l’anno ed è un lavoro molto lungo, il primo di sicuro”.

Che emozioni provi quando giochi?
“Felicità la prima che mi viene in mente, il calcio è uno sport molto difficile ed è importante accettare anche i momenti brutti. La vita non è tutta bella, ma dobbiamo fare il nostro meglio. In campo sento felicità e orgoglio”.

In quale squadra vorresti giocare?
“Real Madrid, da quando sono piccola”.

In quale squadra ti sei trovata meglio?
“Penso che in ogni squadra ci si sente in un modo e si cresce in modi diversi. Dove sono stata più tempo alla Juventus, sono diventati tutti una famiglia li. Ma per fortuna mi sono sempre trovata bene”.

La squadra più forte contro cui hai giocato?
“Barcellona, le giocatrici sono di altissimo livello e me lo ricordo ancora oggi. È stato difficile”.

Sei mai stata capitana?
“Si, per la mia Nazionale, con la Francia. È stato un onore molto grande, rappresentare la propria nazione è molto importante e da tanto orgoglio”.

Cosa ti piace della nostra città?
“Mi piace che è piccola, quando si riesce a camminare nel centro senza prendere la macchina mi piace. Il cibo mi fa impazzire”.

Che studi hai fatto?
“Non so come funziona in Italia, l’ho fatta in Svezia, però l’ho fatta fino a diciotto anni. Gli ultimi tre anni ho fatto un indirizzo calcistico, già a diciassette anni ero in Serie A ed ero messa bene e non mi serviva continuare a studiare, quindi quando ho finito quella normale ho finito”.

Fai anche altri lavori?
“No, ma se dovessi scegliere farei il cuoco”.

Chi è il tuo sportivo preferito?
“Penso Zidane o Modric”.

Ti interessa anche il calcio maschile? Per chi tifi?
“Si lo seguo, tifo Real Madrid e Parma”.

Pensi di essere sottovalutata rispetto ai colleghi uomini?
“Non penso, ognuno fa il suo meglio. I paragoni non sono giusti, è un mondo molto diverso anche se giochiamo tutti a calcio. Sarebbe meglio vederlo solo come calcio senza distinzioni, tutti facciamo quello che amiamo e su questo non c’è differenza”.

Uomini e donne potrebbero giocare insieme?
“Sarebbe da provare e vedere, sarebbe molto diverso da tutto quello successo. Questa è la cosa più bella del calcio, tutti lo possono giocare e penso che sia uno sport per tutti. Magari non proprio un campionato insieme, ma divertire insieme sicuramente”.

Perché gli uomini guadagnano di più e sono più famosi?
“Il calcio femminile penso che sia un po’ indietro, ma penso anche che stiamo crescendo. La verità è che il futuro sarà importante e anche voi, già a scuola come vi comportate. Non dovrebbero esserci distinzioni, tutti possono giocare a calcio. Sta a voi portare le cose a migliorare nel futuro”.

Cosa direste alle bambine che vorrebbero giocare a calcio e ai bambini che le escludono?
“Il discorso che già facevo, penso che le cose iniziano con le nuove generazioni. Potete accettarvi, quindi la mia idea sarebbe di dire a voi di lasciare la possibilità a tutti di giocare a calcio. Dà tanta felicità, tutti la vogliono ed iniziano da queste piccole cose. Più ci sarà pazienza e vi aiutate più vi darà nella vita. Siate sempre aperti con i compagni, nel futuro giocheremo tutti a calcio”.

Cosa si deve fare per arrivare in Serie A?
“E’ una strada molto lunga e difficile, come consiglio vi do di cercare sempre di godere di giocare a calcio perché è una cosa bella. Lavorate duro e rispettate che ci siano alti e bassi, fate errori e cercate di crescere”.

Che simbolo ti piacerebbe avere per rappresentare la squadra?
“Sceglierei il leone, forte e con tanto rispetto dagli altri”.

LEGGI QUI: Gialloblu Youth Reporters: un giorno con Annahita Zamanian per una classe parmigiana