Femminile, Masu: "Mi ispiro a Bonucci e Salvai. A Parma mi trovo molto bene"
Carlotta Masu, difensore del Parma Femminile, è stata ospite dell'evento "Gialloblu Youth Reporter", progetto che ha permesso ai ragazzini del Cus Parma di vestire i panni dei giornalisti per una volta, approfittandone per farle delle domande inerenti alla sua carriera da calciatrice. Di seguito alcune delle risposte rilasciate dalla classe 2001:
A che calciatore e calciatrice ti sei ispirata?
"Da piccola guardavo tanto la Juventus, mi piaceva Bonucci nonostante inizialmente abbia fatto un po' di fatica. Tra le calciatrici, ho fatto qualche allenamento in prima squadra quando ero alla Juve e devo dire che mi piace molto la leadership e il modo di giocare che ha Salvai".
Prima facevi un altro ruolo?
"Da piccolina sì. Prima giocavo a centrocampo e devo dire che mi piaceva di più di fare il difensore. Però poi un po' per doti fisiche, atletiche e tecniche mi han deciso di spostare un po' più indietro, anche per mancanze di persone che volevano fare quel ruolo. E piano piano ho imparato ad amarlo".
Dove e quando hai iniziato a giocare a calcio?
"Avevo 4/5 anni e ho iniziato a giocare con mio papà. Lui giocava e io andavo sempre a vederlo, all'allenamento e alle partite. Poi, mi portava in campo con lui e piano piano ho convinto i miei genitori a farmi iniziare. Ovviamente ho iniziato con i maschi, perché non c'erano tutte queste squadre femminili. E poi da lì sono andata avanti".
Quando hai capito che potevi farcela a diventare una calciatrice?
"Da piccola non giocavo per nessuno scopo, giocavo per divertirmi. Ancora adesso mi dico che è la cosa più importante: quando smetti di divertirti...fai fatica. Qualche anno fa, dopo la Juventus, sono andata a giocare a Cittadella, in una piccola squadea. Ho giocato lì per tre anni, l'ultimo ho fatto molto bene e in quell'anno lì mi sono resa conto che potevo ambire a qualcosa di più".
Come ti trovi al Parma? Hai qualche amica in spogliatoio?
"Mi trovo molto bene. Durante tutti gli anni, mi sono portata dietro persone che sono diventate importanti e amiche, che mi aiutano, che ci sentiamo ancora. Ci sono sia nei momenti belli che in quelli brutti".





