Parma, il gol di Pellegrino dalla pressione alta voluta da Cuesta. E si intravede un nuovo modulo
Cinque gol segnati, sette punti conquistati: questo è lo score di Pellegrino nell’attuale stagione di Serie A. Un bottino niente male non solo per l’attaccante argentino, ma soprattutto per il Parma, che dai suoi gol ha tratto il massimo beneficio (o quasi). Nelle partite in cui ha segnato Pellegrino, infatti, i crociati hanno conquistato due vittorie e un pareggio: un cammino quasi netto, che ha portato la squadra a quota 18 punti in classifica. Una posizione di classifica per molti versi soddisfacente, anche se non si può essere paghi di quanto ottenuto fino a questo momento: ci sarà ancora molto da lottare in questa corsa salvezza, ma adesso il Parma sta cominciando a mettere dei tasselli importanti per quanto riguarda la classifica.
Tornando alla gara del Mapei, si tratta di un pareggio importante per il Parma, non solo perché meritato “ai punti” (come si suol dire nel gergo della boxe) ma anche perché ottenuto in rimonta: dopo pochi minuti il gol del Sassuolo sembrava aver tagliato le gambe ai crociati, che inizialmente hanno accusato il colpo dello svantaggio. Poi però la squadra ha progressivamente guadagnato metri e ha trovato il pareggio sfruttando uno degli elementi tanto menzionati da Cuesta nella conferenza stampa pre-partita: il recupero alto della palla. Il tecnico maiorchino aveva appunto sottolineato l’importanza di andare a prendere alti la squadra avversaria, cercando di recuperare il pallone in zona offensiva. Detto fatto: Circati ha recuperato palla quando il Sassuolo era in fase di costruzione, favorendo una giocata da attaccante vero di Pellegrino, che si è liberato di Matic facendo perno sul piede d’appoggio e ha poi scaricato in rete con un mancino precisissimo.
E nel finale il Parma ha avuto anche le occasioni per portare la sfida a proprio favore. Dopo aver subito il ritmo del Sassuolo a inizio ripresa, la squadra di Carlos Cuesta ha progressivamente riguadagnato terreno e ha creato ottime chance per segnare, soprattutto quando il tecnico maiorchino ha operato un cambio nello schema tattico. Per la prima volta infatti si è visto un Parma schierato col 4-2-3-1, con Estevez al fianco di Keita sulla mediana, mentre Bernabé e Sorensen sono stati spostati sulla trequarti assieme ad Almqvist, a supporto dell’unica punta Pellegrino. Un atteggiamento tattico inedito per i crociati ma che ha lasciato intravedere cose buone, soprattutto per quanto riguarda Bernabé, che ha avuto maggiore libertà in zona offensiva. Bellissimo il filtrante per Almqvist, che ha sbattuto però su Muric (anche se l’azione è stata poi invalidata per un suo fallo).
Tanti spunti positivi, dunque, anche da questa trasferta in terra reggiana per il Parma di Carlos Cuesta. Sicuramente importante è il punto guadagnato, che permette ai crociati di agganciare il Cagliari in classifica, al quale si è aggiunto in seguito anche il Lecce. Inoltre la squadra sta dimostrando di star assimilando sempre di più i concetti che Cuesta ribadisce ogni volta in conferenza stampa e di saperli mettere in campo: la pressione alta, il saper adattarsi ai momenti della partita, saper gestire i momenti, creare più occasioni. Sono tanti tasselli di un Parma che si sta evolvendo e sta maturando sempre di più, sapendo trarre il meglio anche da gare complicate come quella contro il Sassuolo. Sono passi in avanti, importanti per una squadra sempre più calata nella mentalità giusta per affrontare la lotta salvezza.
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