Guardalben racconta: "Nel 2006 mi ruppi due vertebre del collo. Soffrii di depressione"
Matteo Guardalben si racconta. L'ex portiere del Parma ha parlato ai taccuini dell'edizione odierna della Gazzetta dello Sport del suo passato, soprattutto del momento più buio della sua vita: "Ho smesso nel 2013 a 39 anni, in B a Modena, ma non ero più io. A Vicenza, durante un allenamento, un normale scontro di gioco mi causò una paralisi totale per ore. Ho rischiato di rimanere paralizzato per la rottura di due vertebre del collo. Era l’ottobre del 2006, sono rimasto fermo quasi un anno. Mi sentivo un supereroe, non mi sono mai ripreso".
L'ex estremo difensore ha sottolineato di come soffrì di depressione: "Quando sono rientrato mi sentivo uno schifo. Non ero un fenomeno, ma un buon giocatore sì. Dopo quello scontro non mi sentivo neanche quello, buio totale, ansia, frustrazione, sofferenza. La mia forza mentale era sparita, non riuscivo ad allungare il braccio, a sentirmi vivo. Giocavo a pensavo 'cavolo, dov’è finito Guardalben?'. Se tornassi indietro mi affiderei a uno psicologo".
E i gialloblù c'era un certo Gigi Buffon con cui c'era un ottimo rapporto: "Nel 2001, prima della finale di Coppa Italia poi persa con la Fiorentina, disse a Ulivieri di far giocare me, altrimenti si sarebbe dato malato. Avrei giocato comunque, ma il gesto resta".
Altre notizie
Primo piano






