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Tutto Roberto Goretti, parola per parola: I suoi errori, il suo Perugia
giovedì 20 agosto 2020 20:02Primo Piano
di Redazione Perugia24.net
per Perugia24.net

Tutto Roberto Goretti, parola per parola: I suoi errori, il suo Perugia

“Volevo fare un piccolo e dovuto ringraziamento: il presidente Santopadre che mi ha dato questa opportunità e per avermi dato la possibiità di lavorare per la squadra del mio cuore: mi ha voluto, accompagnato e sostenuto. Si è creato un rapporto vero e autentico, fatto di momenti vari, anche di momenti difficili. Però c’è sempre stato un confronto leale e lo posso solo ringraziare"Cosi Roberto Goretti nella conferenza stampa di saluto dopo 8 anni di lavoro al Perugia calcio, come riportato da Marco Taccucci per UmbriaTv. “Voglio ringraziare anche i tifosi del Perugia che in questi dieci anni mi hanno sempre sostenuto, incoraggiato, aiutato e spinto e anche giustamente mandato a quel paese in questi ultimi giorni. Li posso solo che ringraziare per l’’amore, dalla panchina e dalla tribuna vedevo nei loro occhi la gioia e il loro dolore, che erano anche miei. Ringrazio allenatori e giocatori che ho avuto in questi anni. Infine la stampa perche deve dire che con me siete stati bravi: io sono un po’ orso, non sono molto molto a comunicare, il telefonino non è molto familiare e vi ringrazio. Nella mia collaborazione con voi non sono stato bravo e mi scuso, ci sono giornalisti validi che stimo e penso che si capisca"

Goretti prosegue: “Voglio ringraziare i fisioterapisti, i dottori, i ragazzi del marketing, dell’amministrazione, i segretari. Mi hanno saputo supportare e sopportare anche nel mio folle ottimismo, che mi ha fatto fare cose coraggiose e rischiose che però sono importanti quando si gestisce una società”

Quindi la scelta di salutare: "In questi giorni ci siamo parlati molto con il presidente- ha continuato Goretti - ci siamo visti tutti i giorni successivi. Abbiamo parlato più in questi giorni che in questa ultima schifosa e interminabile stagione. Abbiamo parlato a cuore aperto e sviscerato tutte le cose per il bene del Perugia. Siamo stati onesti e penso che non c’erano condizioni per trovare una strategia giusta, forte e subito vincente. Ci siamo abbracciati, a livello umano ci saremo sempre l’uno per l’altro”

Poi Goretti parla dei giocatori: “Era impossibile retrocedere, ma ci siamo riusciti. Non mi va di parlare. I due responsabili della retrocessione siamo noi, io e il presidente. Io ho ho scelto gli uomini, il presidente ha gestito la società in una maniera non giusta, ma mi fermo qui. Le colpe sono le nostre.
Nel girone di andata ho visto di tutto: espulsioni, proteste per le sostituzioni, bestemmie. Dopo Venezia alla squadra ho detto che avremmo rischiato di retrocedere". 

Quindi il mercato: "A dicembre ho fatto una valutazione, pochi giocatori si sarebbero mossi e nei ruoli che ci servivano quasi nessuno. Non c’era la possibilita di fare operazioni che potessero migliorare la rosa. Per questo che abbiamo deciso di cambiare la guida tecnica per cercare un approccio diverso. Piu avanti parleremo della seconda parte di stagione dove abbiamo giocato con gli stessi giocatori della prima: la squadra ha avuto una continua involuzione. Una stagione fatta in questa maniera non mi avrebbe fatto tornare indietro nella decisione, anche con la salvezza".

Poi si parla del settore giovanile: "Tutti i ragazzi piu forti della nostra regione devono giocare nel Perugia perche da noi ci sono bravissime persone. Il mio piu grande fallimento è non aver creato un sistema forte, dal settore giovanile al modello della prima squadra. Questa è la cosa che mi rimprovero di piu".

Quindi il futuro: "In questi anni sono stato il direttore sportivo del Perugia, ho annullato la mia vita sociale. E’ stata una cosa bellissima, esclusiva, finita male. Però credo di essermi meritato di essere il direttore sporitvo del Perugia, come non me lo sono meritato quest’anno. Sono perugino, esiste solo il Perugia ed esisterà solo il Perugia. Finché c’è stato il Perugia ho lavorato solo per questo, ho inseguito un sogno che era di portare il Grifo in A. Ma la retrocessione è stata un incubo: volevo festeggiare in Corso Vannucci, sono uscito con i vaffanculo dello stadio. Non penso però che il mio percorso debba essere valutato solo per gli ultimi quattrocento metri..."

Chiosa finale: "Forza Perugia, il presidente è partito forte, Gianluca saprà dare il suo carattere a questa società. Ho letto del diesse, complimenti perche il presidente ha preso un direttore serio, competente che ha vinto tanto. Ora torno a fare il tifoso e dobbiamo ripartire a razzo e vincere il campionato. Se fossi rimasto avrei detto ai ragazzi: siamo retrocessi in due mesi, ora dobbiamo tornare in B in sette mesi insieme con i nostri tifosi che sono i nostri soci, un valore importantissimo e che spero che siano vicini al presidente per dargli la carica e la lucidità necessaria per portare avanti questa missione."

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