Perugia, Massini (AIA) replica ad Alessandro Gaucci: “Parole inaccettabili”
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Luca Bargellini
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Oggi alle 16:04Serie C
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13.10.2026 16:04Serie C
Il presidente dell’AIA Francesco Massini condanna le parole di Alessandro Gaucci dopo Perugia-Vado: atti trasmessi agli organi competenti per tutelare l’AIA
L’Associazione Italiana Arbitri risponde con fermezza ad Alessandro Gaucci. Il presidente dell’AIA Francesco Massini ha espresso “ferma condanna e profonda indignazione” per le dichiarazioni rilasciate dal Presidente del Perugia al termine della sfida persa contro il Vado. Le parole del dirigente umbro e la relativa documentazione sono ora state trasmesse agli organi competenti.
La durissima nota dell’AIA
Nel comunicato, Massini non usa mezzi termini: “Le parole pronunciate sono inaccettabili e superano ogni limite della legittima critica sportiva. Insultare gli ufficiali di gara, attribuire loro malafede e denigrare chi sceglie di fare l’arbitro significa ledere la dignità delle persone e dell’intera categoria. Chi ricopre un ruolo dirigenziale ha una responsabilità precisa: contribuire a una cultura sportiva fondata sul rispetto. Dichiarazioni di questo tenore alimentano un clima di ostilità non solo verso gli arbitri, ma nell’intero mondo del calcio, compromettendo quei valori di lealtà e rispetto che devono accomunare tutte le sue componenti. Contrastare la violenza verbale e fisica deve essere un impegno condiviso. L’AIA è al fianco degli ufficiali di gara coinvolti e di tutti gli arbitri che, ogni giorno, svolgono il proprio compito con passione, serietà e senso di responsabilità".Cosa aveva detto Gaucci dopo il 2-0 del Vado
Il caso nasce domenica 11 ottobre, al termine di Perugia-Vado, gara della 9ª giornata di Serie C vinta 0-2 dagli ospiti al ‘Curi’, con i padroni di casa che avevano anche sbagliato un calcio di rigore. Come riportato da calciogrifo.it, Gaucci aveva puntato il dito contro la direzione di gara: “Un arbitro come quello di oggi è sicuramente in malafede, non dovrebbe più arbitrare una partita”. Il dirigente aveva anche collegato la vicenda al proprio cognome: “Mi spaventa vedere che il mio nome dà fastidio”. E ancora: “Ci devono rispettare come noi rispettiamo loro, e la questione non è tanto negli errori, quanto nell’atteggiamento”. Parole alle quali l’AIA ha ora risposto, aprendo di fatto il fronte degli accertamenti.Altre notizie
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