Thelen: "Ho ancora gli incubi dell'incendio di Crans-Montana. Il calcio è la mia terapia"
“Fisicamente sto bene, io sono stato fortunato, ho solo ferite sulle dita. Ma non mi fanno più male, ora va bene. Psicologicamente invece va meno bene, ho ancora amici in ospedale e un’amica in coma farmacologico”. Il giovane calciatore del Pescara Eliot Thelen ai microfoni de Il Centro parla così di come sta riprendendosi dopo essere stato ferito lievemente nel corso dell’incendio che nella notte di Capodanno a trasformato il bar Le Constellation di Crans-Montana in un inferno causando quaranta morti e centinaia di feriti: “Allenarmi mi aiuta molto, in campo non ci penso e giocare mi fa stare meglio, è la mia terapia contro il dolore. Ma a volte prima di dormire davanti agli occhi mi tornano dei flashback di quei momenti”.
Thelen non ha dubbi su chi siano i responsabili dell’accaduto: “I proprietari sono colpevoli. Lo scorso anno c’erano 40-50 persone ed era un posto tranquillo, quest’anno 250 e non c’era spazio per fare nulla. I video? Chi non c’era non può rendersi conto di cosa stava succedendo. La musica era ancora alta, nessuno ci ha detto di uscire dal locale e il fuoco non si era così diffuso da far paura. Poi in un attimo è arrivato il disastro”.
Il lussemburghese parla poi dei momenti successivi all’incendio spiegando che non pensava di farcela a uscire indenne e raccontando che alcuni ragazzi fuori dal locale si sono attivati immediatamente per far uscire più gente possibile dal locale e poi raccontando di aver visto persone completamente bruciate fa cui un suo amico che ha cercato di tenere sveglio per oltre un’ora: "Un incubo che ogni tanto mi torna in mente".
Altre notizie
Ultime dai canali
Primo piano






