Pescara, vittoria della svolta? Cosa cambia dopo il successo sul Vado
Il Pescara torna a vincere e conquista il primo successo esterno della stagione. Il rigore trasformato da Letizia decide la trasferta contro il Vado del 20 settembre: uno 0-1 che restituisce fiducia alla squadra di Antonio Buscè e offre una base concreta sulla quale lavorare.
Il risultato arriva attraverso una prestazione caratterizzata da diverse occasioni, ma anche dalla difficoltà di chiudere la partita. Parlare di svolta richiede altre conferme, soprattutto nella continuità del gioco e nella gestione dei momenti finali.
Pescara, il 4-2-3-1 offre nuove soluzioni offensive
Contro il Vado, Buscè ha scelto dall’inizio il 4-2-3-1, con Sardo e Valzania a centrocampo, D’Ausilio, Ferraris e Vitali alle spalle di Parigi. Una disposizione che ha permesso di cercare collegamenti ravvicinati e accompagnare la punta con più uomini.
Il vantaggio su rigore ha indirizzato presto l’incontro, ma il Pescara ha continuato a costruire opportunità. Le iniziative di Sardo, gli attacchi alla profondità di Vitali e la presenza di Ferraris vicino all’area hanno mostrato modi differenti di raggiungere la porta avversaria.
Nella ripresa, anche Parigi ha avuto occasioni per il raddoppio, colpendo un palo. Sono segnali incoraggianti sul piano della produzione offensiva: la squadra è riuscita a mettere diversi giocatori nelle condizioni di concludere.
Il nuovo assetto merita quindi di essere approfondito, verificando quanto possa funzionare anche contro avversari capaci di pressare più in alto. Serviranno distanze corrette tra i reparti e collaborazione sulle fasce per sostenere i quattro uomini offensivi.
Occasioni sprecate e finale da gestire: cosa manca alla svolta
Il limite più evidente della trasferta è stato il mancato raddoppio. Le parate di Bellocci e gli errori nelle conclusioni hanno mantenuto il risultato aperto, lasciando al Vado la possibilità di cercare il pareggio fino alla fine.
Per il Pescara, migliorare la finalizzazione significherebbe anche alleggerire la pressione sulla difesa. Posizione del corpo, scelta del tiro e lucidità nell’ultimo passaggio sono dettagli sui quali lavorare per rendere più produttive le occasioni costruite.
Anche la gestione dell’ultimo quarto d’ora richiede attenzione. Abbassarsi senza riuscire a conservare il pallone può favorire l’avanzata degli avversari. In queste fasi diventano importanti gli appoggi al portatore e la capacità di far risalire la squadra dopo un recupero.
La porta inviolata e i tre punti restano elementi positivi. Il rientro dal primo minuto di Pellacani e Letizia ha inoltre restituito alternative alla retroguardia, da consolidare attraverso il lavoro sulle intese.
La prossima sfida contro lo Spezia offrirà un’occasione per misurare i progressi. Il successo sul Vado può diventare l’inizio di una ripartenza se il Pescara saprà ripetere le cose riuscite e correggere quelle che hanno lasciato la gara in bilico.


