D'Ausilio a "La Casa di C": "Pescara una sfida avvincente. Vogliamo tornare in alto"
Emilio Concettoni
Michele D'Ausilio si è raccontato a La Casa di C, dagli inizi all'Arconatese in D fino alle recenti esperienze con l'Avellino e il Pescara.
Quest'estate era approdato in Grecia, all'Iraklis Salonicco, dove non è riuscito a trovare la sua dimensione: "Sentivo che dovevo tornare in Italia. Non riuscivo ad ambientarmi, ma devo dire grazie a Okaka che mi ha aiutato con la lingua. Nei momenti di sconforto mi è stato vicino e mi ha spronato".
Il ritorno si è concretizzato con la chiamata del ds pescarese Foggia: "Il mio arrivo a Pescara è merito suo. Prima di tutto per la persona che è, per come mi ha parlato e come mi ha presentato il progetto". L'arrivo in biancazzurro è stato però anche dettato dall'importanza della piazza: "Non avevo solo Pescara come opzione, ma ho scelto questa piazza perchè ha una storia e ha voglia di tornare in alto. La piazza pensa in grande e vuole rilanciarsi. Dopo una retrocessione c'è la voglia di risalire subito e tornare in alto, che è il desiderio di tutto il club e della città intera. Per questo ho scelto questa sfida avvincente. Pescara è una piazza calda come quelle del sud, con dei tifosi incredibili".
L'avvio non è stato dei migliori: "Abbiamo mancato di continuità: prima dell'Ostiamare ci siamo detti che dobbiamo essere più cattivi e tirare fuori gli attributi. E infatti ho visto una squadra diversa, con la voglia di cambiare rotta". Buscè lo schiera prevalentemente sull'esterno dell'attacco: "Ma mi piace anche fare la mezzala che diventa trequartista. Foggia mi dice che devo essere più egoista. Non è nelle mie corde e ci devo lavorare: penso di più al compagno che ad andare da solo".
Non nasconde le sue ambizioni: "Personalmente mi piacerebbe andare in Serie A ma ora voglio vincere col Pescara e fare più gol. Ai nostri tifosi dico di starci vicino, insieme riusciremo ad arrivare verso l'obiettivo".


