Pescara, Buscè studia il cambio di modulo: perché il 3-5-2 prende quota
Redazione TuttoPescaraCalcio
Gli infortuni sulle fasce spingono il Pescara a valutare un nuovo assetto tattico. Antonio Buscè deve trovare una soluzione che permetta di utilizzare al meglio i giocatori disponibili e mantenere competitiva la squadra nella corsa alle posizioni di vertice.
Il 4-3-3 potrebbe quindi lasciare spazio a una disposizione diversa. Nel dopopartita di sabato, l’allenatore ha confermato di considerare un cambiamento alla luce delle assenze. Le alternative principali sono il 4-3-1-2 e il 3-5-2, con vantaggi e interrogativi differenti.
Pescara, l’ipotesi 4-3-1-2: Meazzi dietro due attaccanti
Il passaggio al 4-3-1-2 consentirebbe di conservare la linea difensiva a quattro e il centrocampo a tre, intervenendo soprattutto sull’organizzazione offensiva.
In questa soluzione, Meazzi potrebbe agire da trequartista, con il compito di collegare i reparti e ricevere tra le linee. Davanti a lui, Parigi sarebbe affiancato da Ferraris oppure Inglese.
L’obiettivo sarebbe avvicinare un secondo attaccante al centravanti, aumentando le possibilità di combinazione nella zona centrale. La presenza del trequartista offrirebbe inoltre un riferimento per l’ultimo passaggio.
Rimarrebbe però da valutare la disponibilità di alternative: una formazione sostenibile dall’inizio deve poter essere modificata anche durante la partita, senza perdere efficacia.
Perché il 3-5-2 rappresenta una possibilità concreta
Il 3-5-2 appare, sulla carta, una soluzione più sostenibile per numero e caratteristiche degli interpreti. Permetterebbe di rinunciare agli esterni offensivi puri, affidando l’ampiezza ai giocatori delle corsie di centrocampo.
Anche in questo caso, Parigi avrebbe un compagno vicino. La differenza riguarderebbe soprattutto lo sviluppo dell’azione e la distribuzione dei compiti sulle fasce.
Il cambiamento richiederebbe comunque lavoro: difesa a tre, coperture laterali e movimenti dei quinti devono essere coordinati. La maggiore disponibilità numerica non garantisce automaticamente un migliore rendimento, ma può offrire a Buscè più possibilità di scelta e sostituzione.
La variante 4-3-2-1 e il problema delle alternative
Un’altra strada sarebbe il 4-3-2-1, con due giocatori alle spalle di un’unica punta. Questa disposizione potrebbe favorire le combinazioni tra le linee, ma riproporrebbe il tema della profondità nelle posizioni offensive.
La valutazione non riguarda quindi soltanto l’undici iniziale. Buscè deve considerare anche chi può entrare, quali caratteristiche aggiunge e come reagire a eventuali nuove indisponibilità.
Una scelta ancora da definire
L’apertura dell’allenatore rende concreto il dibattito sul modulo, ma non equivale ancora all’annuncio dell’abbandono definitivo del 4-3-3.
Il Pescara cerca un’organizzazione adatta alla situazione attuale. Il 4-3-1-2 garantirebbe maggiore continuità nei reparti arretrati; il 3-5-2 potrebbe ampliare le opzioni disponibili.
La scelta dovrà soprattutto aiutare i biancazzurri a sostenere l’attacco senza perdere equilibrio: cambiare disposizione avrà senso se renderà più chiari ed efficaci i compiti dei giocatori.


