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Giampaolo: "Importante fare risultato. Manaj è un diamante grezzo, io al Pescara? Il destino vuole che..."TUTTOmercatoWEB
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
lunedì 10 ottobre 2016, 15:18Primo Piano
di Redazione TuttoPescaraCalcio
per Tuttopescaracalcio.com

Giampaolo: "Importante fare risultato. Manaj è un diamante grezzo, io al Pescara? Il destino vuole che..."

Marco Giampaolo all'Adriatico da avversario è passato due volte (con Treviso e Ascoli) e due volte ha vinto. Sabato ci riprova in una sfida speciale.
Giampaolo, sarà una gara diversa dalle altre?
"Al parte le mie origini, dell'affetto, sabato è importante il risultato. Che può far fare a entrambe un salto di qualità".
Si affrontano due squadre che hanno raccolto meno di quanto avrebbero meritato...
"Per quanto ci riguarda sì. Sul Pescara non sono in grado entrare nel dettaglio ma so che ha una sua identità. L'idea di andare a giocare le partite fa parte del suo dna ed è una mentalità che negli ultimi anni appartiene alle cosiddette provinciali. Una piccola rivoluzione culturale".
Come ci si è arrivati?
"Ogni allenatore ha la propria visione del calcio. Io ritengo che si debba inseguire anche la bellezza. Non è detto che un calcio bello ti aiuti a vincere, ma vale anche il discorso opposto".
Che squadra è oggi la Samp?
"Una squadra che l'anno scorso si è salvata alla penultima giornata e ha perso giocatori importanti sostituendoli con giovani di valore. Una squadra che vuole salvarsi giocando a calcio. Per questo serve tempo. Se inizi un progetto e ci credi, lo porti avanti. Se ci credi a chiacchiere e alla prima difficoltà lo cestini, allora non vai da nessuna parte".
Pregi e difetti della sua squadra?
"La nota positiva è che la squadra anche dopo quattro sconfitte ha continuato a giocare il suo calcio e quindi vuol dire che crede in quello che fa. I difetti? Abbiamo pagato a caro prezzo piccole disattenzioni, qualche errore tecnico. A volte non abbiamo capito quando bisognava essere pratici".
Torreira l'ha conquistata...
"Ha sfruttato alla grande l'occasione che gli ha offerto l'infortunio di Cigarini. E' un ragazzo intelligente, attento, capisce a volo le cose. E poi ha fame, sta sempre sul pezzo, Ha una feroce voglia di arrivare".
Lei a Cremona ha allenato Manaj. Che giocatore è?
"E' un diamante grezzo. Uno che respira gol, vive di gol. Ha una tale fiducia nelle proprie possibilità che in area spesso crede anche a palloni che sembrano impossibili. L'ho visto molto cresciuto sia sul piano fisico sia nell'interpretazione delle partite. Del resto quando ti alleni un anno con l'Inter, impari".
La migliore qualità del Pescara?
"Se la gioca sempre. Rispetto alle prime gare è un po' meno sbarazzino, come noi del resto. Perché poi ti devi confrontare con i tre punti e se non sei sostenuto da una classifica tranquilla brilli un po' meno. La vera forza di una squadra consiste proprio nell'andare oltre il condizionamento psicologico del risultato. Di sicuro Oddo le ha dato un'identità chiarissima".
Due anni fa era praticamente fatta col Pescara. Rimpianti?
"Mah, forse è destino che il Pescara io non lo debba allenare. Siamo stati vicini più di una volta, ma poi ognuno ha fatto le sue scelte e le scelte sono sempre legittime. Se c'è una cosa che non mi sentirete mai fare, è recriminare su quello che poteva essere e non è stato. E poi, in fondo, è andata bene sia al Pescara che al sottoscritto, visto che ci ritroviamo entrambi in serie A". 
Che personaggio è Ferrero?
"Completamente diverso da come si mostra in tv. E' intelligente, furbo, intuitivo. E' uno che può frequentare con la stessa disinvoltura il marciapiede o gli hotel a cinque stelle. E' uno che sa stare al mondo".
Si è mai pentito delle tante scelte discusse nella sua carriera?
"Quando non volli tornare a cagliari malgrado il contratto dissi che la dignità non ha prezzo. Lo penso ancora. Il calcio di oggi è un circo nel quale non si respira più il profumo dell'erba. Si è persa la poesia, il romanticismo. Oggi le parole dominanti sono tre: è uguale a spettacolo, business, azienda. Prima si parla di numeri e poi di valori. Forse è giusto così, ma non mi entusiasma"..