Oddo: "Non lascio la squadra, meritiamo i fischi e gli insulti. Ora pensiamo solo a lavorare"
Massimo Oddo ha parlato in conferenza stampa la sconfitta di Empoli: "Non sono un perdente e continuerò a lottare insieme alla squadra, alla società e alla gente. Oggi è stata una partita bruttissima e nel calcio questi momenti ci sono. Bisogna solo chiedere scusa a tutti i tifosi del Pescara. Non so dare una risposta a quello che ci è successo oggi. Ci prendiamo gli insulti e i fischi, ne facciamo tesoro e lavoriamo a testa bassa. La sosta? Si dice che dopo una batosta si vuole subito giocare. Per noi meglio la sosta cosi recuperiamo qualcuno anche se non è un alibi. E' una sosta che servirà a lavorare, trovare soluzioni diverse e cambiare qualcosa. Siamo fragili in questo momento. Quando i tifosi e l'allenatore vedono questa fragilità devo trovare le soluzioni. La responsabilità sono le mie. Sono nel calcio da tanto tempo e in questi momenti si va alla ricerca del colpevole. Oggi tutto è andato male. Troppa generosità, errori di squadra e prima di tutto i miei errori perchè io sono il responsabile. Sta a me trovare soluzioni. Stasera devo rivedere la partita 7-8 volte e lavorare. Cambi tattici? Ripeto, tutti avete ragione, oggi non c'è stata una cosa positiva. L'unica cosa che posso dire e che veramente mi fa arrabbiare e che non ci porterà da nessuna parte è che noi dobbiamo mettere in campo più rabbia, cattiveria sotto porta, determinazione. Oggi abbiamo perso 4-0 in casa contro l'Empoli con un solo ammonito. Non è accettabile. E' l'aspetto dove l'allenatore può intervenire di meno. E' un qualcosa che deve venire dal cuore, è una piccola parte che mi fa arrabbiare di più perchè non posso fare più di tanto. Se uno va allo stadio e vede la partita di oggi dice che questa è una squadra che non si può salvare. Dobbiamo mettere tanto tanto dentro ed essere pronti a livello mentale. La vera esperienza è sapere affrontare partita dopo partita. Non è possibile andare in campo contro il Milan e fare una grande prestazione, giocare con cattiveria e determinazione, e poi mancare nelle partite che uno pensa siano più facili. E' una settimana che dico ai ragazzi che questa era una partita più difficile che contro la Juve, il Milan e la Roma dove ha tutto di guadagnare mentre oggi avevi tutto da perdere. Ritiro? Non è una punizione. Domani non ci sarà il giorno libero ma ci alleniamo. Molto più utile rivedere la partita che fare altro. Dobbiamo solo lavorare. Il parapiglia finale? E' frutto di una bambinata fatta dal loro portiere e sarebbe grave non prendere provvedimenti. Lui non ha saputo vincere".


