Pasquato: "Sognavo di giocare allo Stadium. Il Pescara può invertire la rotta"
Al Messaggero ha parlato Cristian Pasquato, doppio ex di Juventus e Pescara che avrebbe tanto desiderato scendere in campo allo Juventus Stadium: "Sabato prossimo avrei proprio voluto esserci, la sento la mia partita - dice Pasquato dalla fredda città di Samara, zero gradi di media già da qualche settimana - . Seguo i ragazzi tutte le domeniche, non riesco a non guardare il Pescara quando posso. Sapete che sono stato benissimo lì e che ho lasciato in città una parte di me. In biancazzurro ho vissuto due stagioni importanti, le migliori della mia carrier assieme a quella di Modena. Coronate, tra l’altro, dalla realizzazione di un sogno, riportare il Pescara in serie A”.
Pasquato nostalgico ma determinato a farsi valere anche in Russia, dove il campionato si fermerà a dicembre e riprenderà a marzo 2017: “Questa per me è una sfida professionale e personale, per la prima volta lascio la mia famiglia e mia moglie e vado via dall’Italia. Tornare? Non ci penso perché sarebbe una sconfitta, adesso, lasciare questa società. Ma è logico che il calcio e il mercato aprono sempre a nuove possibilità, quindi vedremo cosa succederà a gennaio...”, dice il fantasista, che in Russia gioca assieme a Jerry Mbakogu, ex bomber del Carpi, e alla chiamata biancazzurra ci spera sempre. “I problemi del Pescara? La serie A è diversa: questa squadra in B era la più forte, ora le cose sono cambiate, ma le qualità dei singoli sono indiscutibili anche per la categoria attuale. Io le ho viste tutte tranne quella contro l’Empoli. Devo dire che finora sono state tutte partite equilibrate, tranne poche eccezioni, e le prestazioni dei ragazzi meritavano di essere premiate con i risultati. Ma il campionato è così: giochi bene, poi prendi un contropiede e ti puniscono. Ho ancora in mente la partita interna contro il Chievo, andata proprio in quelmodo”.
Per Pasquato, quindi, è tutta una questione di esperienza. Anche i discorsi sulla fisicità e la struttura della squadra non contano. “Per me è questione di consapevolezza ed esperienza nella categoria. Solo giocando si acquisisce. Il fisico? In A ci sono tanti campioni che non eccellono in altezza o potenza, tutte balle. E’ più pesante la mancanza di un bomber. Lo dice la storia del campionato: uno che la butta dentro fa la differenza e cambia tutto”.
Sabato contro la Juventus che lui conosce bene, avendo svolto la preparazione con i bianconeri fino al 31 agosto scorso, partita senza storia? “Assolutamente no. Altrimenti non varrebbe la pena neanche partire per Torino. Oddo sa come motivare la squadra, e queste partite sono già piene di stimoli: affronti una grandissima squadra, in uno stadio pazzesco e pieno di tifosi. Le motivazioni sono straordinarie e possono portarti a fare qualcosa d’impensabile. Le partite bisogna giocarle, sempre. Io credo che il Pescara abbia i mezzi per invertire la rotta. E me lo auguro”.


