Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroeSportsFormazioniCalendari
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A AtalantaBolognaCremoneseEmpoliFiorentinaHellas VeronaInterJuventusLazioLecceMilanMonzaNapoliRomaSalernitanaSampdoriaSassuoloSpeziaTorinoUdinese
Canali altre squadre AlessandriaAscoliAvellinoBariBeneventoBresciaCagliariCasertanaCesenaFrosinoneGenoaLatinaLivornoMonzaNocerinaPalermoParmaPerugiaPescaraPordenonePotenzaRegginaTernanaTurrisVenezia
Altri canali Serie BSerie CChampions LeagueFantacalcioNazionalieSportsStatisticheStazione di sosta
tmw / potenza / Primo Piano
Quando Caliendo el solTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Alessio Alaimo
martedì 17 maggio 2022, 20:21Primo Piano
di Redazione 1 TuttoPotenza
per Tuttopotenza.com
fonte Il Resto Del Carlino

Quando Caliendo el sol

Per otto anni, dal 2009 al 2017, avrebbe dichiarato al fisco redditi sempre inferiori a 5.000 euro ma ne avrebbe guadagnati, in modo illecito, circa 13 milioni in più. E' l'accusa contestata dalla Guardia di finanza di  Modena ad un procuratore sportivo, Antonio Caliendo, ex presidente del Modena calcio fino al fallimento della società nel 2017, operante in Italia ma residente nel principato di Monaco, nei confronti del quale è stato emesso ed eseguito un decreto di sequestro preventivo di immobili per quasi sette milioni. 

Secondo gli uomini delle Fiamme gialle coordinati dalla Procura modenese, il professionista avrebbe costituito un'articolata struttura societaria "artatamente creata allo scopo di compiere reati fiscali".

Le società al centro dell'inchiesta erano infatti formalmente intestate ad un gruppo di prestanome dell'indagato e allocate nel principato di Monaco e nel Lussemburgo "per sole finalità evasive" e per schermare i proventi percepiti. Anche la residenza all'estero dell'uomo sarebbe per i finanzieri fittizia, avendo questi conservato in Italia "un rilevante centro di interessi economici, familiari e sentimentali". 

L'ipotesi di reato formulata a carico del procuratore sportivo riguarda in particolare la "dichiarazione fraudolenta ai fini delle imposte dirette e l'omessa dichiarazione ai fini dell'Iva", per un importo evaso di circa 1,8 milioni.

Sussistono però anche "gravi indizi" del reato di autoriciclaggio, poiché l'indagato avrebbe poi impiegato le disponibilità di provenienza delittuosa, celate da società e conti esteri, in altre attività finanziarie e imprenditoriali, anche speculative, perfino nel campo delle società sportive nazionali di cui curava gli interessi. In questo caso i proventi illeciti sono stimati in circa 5 milioni. Da qui il maxi sequestro di beni che ha riguardato diverse unita' immobiliari nel principato di Monaco.