Anche a Taranto il Potenza si scioglie come neve al sole
Il Taranto torna ad essere granitico e vince con un 2-0 che non ammette repliche. Un gol per tempo e il Potenza va al tappeto. Capuano, nelle difficoltà di qualche acciacco di vario genere, indovina la mossa. Valietti, destro di piede, diventa irresistibile sulla sinistra. Gol per sbloccare il punteggio, assist per il raddoppio di Bifulco che chiude ogni disputa.
Luciani out, Kanoute in panchina. Capuano deve rivedere le corsie esterne per la squalifica di Panico e l'infortunio di Ferrara (a sinistra ci va Valietti) e opta per un tridente inedito con Orlando e di Fabbro alle spalle De Marchi (Bifulco e Simeri non era piaciuti a Caserta). Il Potenza conferma il 3-5-2 anche se Marchionni cambia gli esterni di centrocampo dando una chance a Steffè e Burgio. Confermato l'ex Caturano in attacco. Il Taranto prova a dare ritmo da subito alla manovra. Sollecitato Valietti sulla fascia mancina anche per testare la sua capacità di spinta. Caturano servito da Castorani impegna Vannucchi in una parata non banale. Schiattarella calamita ogni pallone in fase di impostazione. Valietti si è... testato: al 12' approfitta di un errore in fase di impostazione di Maddaloni per chiamare all'intervento plastico Alastra. Dopo un destro sbilenco di Fabbro, Il Taranto ottiene il vantaggio proprio con la novità tattica di giornata. Orlando da destra serve sul secondo palo Valietti che di testa realizza. Alastra non è esente da colpe. Di fatto con la mano destra sospinge la palla in rete. Il Potenza è alla corde e per poco non capitola per la seconda volta. Al 28' Alastra respinge a fatica un destro di Calvano, Fabbro sulla ribattuta manda alto da ottima posizione. Rossoblù confortanti sotto l'aspetto della corsa, vincono la maggior parte dei duelli e riescono a tenere lontane le minacce potentine, piuttosto imprecisi in fase di palleggio. Ci pensa Vannucchi con un rilancio corto ad innescare Volpe che tira centralmente. Sono piccoli sussulti. Di maggiore impatto l'emozione che vibra sul finale di primo tempo: Mastromonaco vince un duello con Burgio e pesca De Marchi che ha il demerito di angolare il colpo di testa. Primo tempo di chiara supremazia e strisciante rammarico per un vantaggio minimo. Marchionni utilizza subito un doppio cambio ad inizio ripresa ridisegnando la sua squadra: difesa a quattro, Di Grazia dietro le punte (4-3-1-2). Secondo tempo che parte con il solito protagonista indiscusso: Valietti impiega tre minuti per andare nuovamente al tiro. Ora anche Mastromonaco spinge con qualità. Un paio di cross sibilano in area lucana. La costruzione piace, ma in fase di finalizzazione si potrebbe fare meglio. Fabbro non calibra le conclusioni, De Marchi si batte con ardore, Orlando non è continuo, ma alcune pennellate sono di valore. Capuano si gioca le carte di Kanoute e Bifulco (sacrificati Orlando e Fabbro) per dare più brio in fase offensiva. Di Grazia, stretto tra Calvano e Zonta, non trova spunti adeguati, il Potenza tira solo dai trenta metri. Il baricentro rossoblù si abbassa leggermente: sembra quasi intenzionale, la densità davanti alla propria area aumenta e per il Potenza non è facile trovare varchi. Volpe dopo calcio piazzato con un colpo di testa permette a Vannucchi di guadagnare mezzo voto in più in pagella. Hristov si immola su De Marchi che poco dopo lascia il campo a Simeri. Marchionni aumenta il potenziale d'attacco con l'ingresso di Asencio (4-4-2 offensivo). Il Taranto corre anche in avanti, il modo migliore per tenere gli avversari lontani dalla propria porta. C'è solo un gol di differenza e questo fa aumentare le palpitazione nei minuti finali. Un paio di fuorigioco millimetrici fanno arrabbiare lo Iacovone. Vannucchi si ripete su Volpe e l'intervento richiede il rifugio del corner (33'). Aria fresca a metà campo: ora la coppia di mediani è Matera-Ladinetti. E' la giornata di Valietti: al 39' si inventa anche assist-man e porge a Bifulco la palla del 2-0 che buca Alastra dopo un dribbling di enorme sensibilità in piena area. Ora i playoff sono davvero una realtà.


