Malesani sull'Atalanta: "Ci sono analogie col mio Parma, cedo volentieri il palcoscenico"
"E' arrivato il momento di passare il testimone. Dopo 25 anni gloria, cedo volentieri il palcoscenico". Parole di Alberto Malesani, intervistato da La Gazzetta dello Sport in vista della finale di Europa League tra Atalante e Bayer Leverkusen essendo l'ultimo allenatore che ha vinto questa coppa con una squadra italiana (il Parma, nella stagione 98/99).
Trova che ci siano analogie con il suo Parma?
"Bergamo è una città di provincia, come Parma: è questa la prima analogia. Alle spalle, in entrambi i casi, c'è una società solida e organizzata. E poi ad unire queste due storia c'è il gioco: noi volevamo arrivare al risultato attraverso lo spettacolo, pure l'Atalanta è così. I ragazzi del Gasp hanno sbancato Anfield e mandato al tappeto il Liverpool, mica una squadretta. Noi in semifinale andammo a vincere a Madrid contro l'Atletico e contro i 60 mila del Calderon, che ce ne urlavano di tutti i colori. E prima ancora avevamo rifilato sei gol al Bordeaux".
Che cosa le piace, in particolare, dell'Atalanta?
"Prima di tutto, il coraggio. Giocano uomo contro uomo a tutto campo, per fare ciò bisogna avere una grande preparazione atletica e una notevole consapevolezza nei propri mezzi. E poi apprezzo l'organizzazione tattica che ha dato Gasperini. Ogni giocatore sa quello che deve fare e lo fa bene. L'Atalanta è un bellissimo spot per il calcio italiano".






