REGGINA: LA SENSAZIONE È CHE SIA DAVVERO CAMBIATO TUTTO
Quando, nel corso della conferenza stampa di sabato mattina, il mister parlò di non avere l’assillo della vittoria a tutti i costi, a proposito della trasferta di Caltanissetta, qualcuno interpretò la cosa come un intendimento a preparare una partita di contenimento, con legittime perplessità sugli effetti di un eventuale pareggio sul distacco dal primo posto.
Pur nella consapevolezza di non poter pretendere, da qui alla fine, che la squadra continui a vincere contro tutto e tutti, avevamo ad ogni modo invitato chi di dovere a non fare alcun tipo di calcolo, per non snaturare quello spirito di vivere alla giornata grazie al quale, probabilmente, gli amaranto sono riusciti a trovare la scossa necessaria per svoltare il proprio cammino stagionale, nonché convinti che comunque tale operazione mentale non rientrasse nelle corde del tecnico catanese, cosa che ha dimostrato con i fatti anche ieri pomeriggio. E, ovviamente, non solo quello.
Il successo ottenuto ai danni della Nissa e giunto in maniera chiara, autoritaria e soprattutto matura, potrebbe essere interpretato come un vero e proprio esame di maturità, ove si fossero intese le vittorie precedenti come maggiormente alla portata rispetto ad un avversario che, ricordiamolo, veniva accreditato alla viglia come il principale competitor degli amaranto per il salto di categoria: ciò è vero in parte.
Non va infatti sottaciuto come la Reggina, in occasione dei sei successi consecutivi precedenti, abbia avuto la meglio su compagini in quel momento in grande forma e che la precedevano in graduatoria, non ultimo quel Sambiase che nelle ultime dieci gare ha perso solamente in due occasioni, compresa la nostra, reagendo alla sconfitta interna contro gli amaranto con due successi di fila, o il Milazzo che prima della sfida al Granillo proveniva da quattro successi consecutivi e che solo una settimana fa ha bloccato sul pari la stessa Nissa.
Nondimeno, è altrettanto innegabile come la rosa nissena sia composta da elementi di indubbio valore tecnico e qualitativo, alcuni dei quali già vincitori di questo torneo, e ciò ovviamente non fa che accrescere i meriti reggini, soprattutto in considerazione delle modalità, come detto nette ed indiscutibili, con cui si è avuto la meglio al Tomaselli, nonché di fatto certificare, in maniera precisa ed inequivocabile, ciò che si era già intuito nelle ultime settimane, e cioè che fortunatamente tutto sia cambiato rispetto a qualche mese fa.
Anche lo “spauracchio” degli scontri diretti ha evidentemente incassato una spallata netta: se è vero che gli amaranto hanno lasciato l’intera posta all’attuale capolista, seppur immeritatamente, ed in maniera più netta all’AC Palermo, forse oggi la squadra più in forma del girone insieme alla nostra, non va dimenticato che si trattava della Reggina versione 1.0, e che la gara di ieri, per valori in campo e contesto, ricordava molto da vicino gli incontri dello scorso anno con Scafatese e Siracusa, il cui esito ricordiamo tutti.
Chiaramente, come amiamo ripetere da settimane, tutto è cambiato ma nulla si è ottenuto, salvo l’essere tornati pienamente in corsa e, seppur ancora leggermente attardati in classifica, con in vista almeno altri tre scontri diretti che, di fatto, ci rendono pienamente padroni del nostro destino, confidando nel prosieguo dell’attuale tendenza e, ovviamente, confidando di evitare futuri cali di tensione per la gare sulla carta più abbordabili, circostanza sulla quale, comunque dovremmo ormai avere ampiamente imparato la lezione, e per la quale, all’occorrenza, nutriamo la massima fiducia sulla “vigilanza” di mister Torrisi.






