REGGINA: NON C’È PIÙ NULLA DA PERDERE, BASTA SOLO VINCERE
Abbiamo volutamente atteso la disputa del recupero di ieri per poter fare un ragionamento generale e compiuto a fronte di una classifica veritiera e senza asterischi, pur vigilando sulla questione Nuova Igea che, stante il deferimento notificato, potrebbe portare ulteriori modifiche la prossima settimana: nel qual caso, chi è causa del suo mal pianga se stesso.
La gara di Enna ha avuto l’epilogo meno gradito per gli amaranto, seppur preventivabile alla vigilia sia per le forze in campo, ma anche tenendo conto degli eventi che hanno, inevitabilmente, destabilizzato l’ambiente gialloverde a sole 48 ore dalla sfida con l’Athletic Palermo; tuttavia, al di là della componente emotiva di una graduatoria che vede oggi il primo posto distante 4 punti, riteniamo che la nuova situazione non vada a condizionare più di tanto i programmi della banda Torrisi.
Non era infatti un mistero per nessuno che, anche in caso di risultato differente, chi di dovere già doveva essere consapevole che da qui sino a maggio può esistere un unico piano: non avendo più granché da perdere, se non proprio nulla, bisognerà solo vincere tutte le partite.
Chiaramente si tratta di un compito molto difficile, quasi improbo, ma certamente non impossibile: intanto gli amaranto sono gli unici che, in questo campionato, sono già riusciti ad ottenere una serie di vittorie anche superiore a quelle richieste adesso, in una situazione psicologica evidentemente diversa ma per certi versi anche similare nelle prospettive, risultando pressoché impossibile, a novembre, immaginare che la squadra potesse tornare in gioco per le prime posizioni.
Tornando alle difficoltà, esse sono certamente acuite dal fatto che, a fine torneo, tutte le squadre tendono a sbagliare sempre di meno; che chiunque incontri la Reggina, al di là di obiettivi più o meno concreti, tenda comunque a dare il massimo; e che, soprattutto, già i prossimi impegni costituiranno delle autentiche prove del nove senza ulteriori appelli, che se fallite andranno a pregiudicare definitivamente qualsiasi ulteriore velleità.
Nondimeno, ed è questa l’altra faccia della medaglia, proprio avere la possibilità di disputare scontri diretti offre la possibilità concreta di accorciare le distanze ove si riuscisse ad avere la meglio, dimostrando sul campo di voler e poter meritare la vetta nella maniera più diretta ed incontestabile possibile: battere gli avversari sul campo.
Dunque c’è poco da calcolare e praticamente niente da aggiungere: la missione, fortemente compromessa dal disastro di Lamezia ma ancora possibile, è di fare percorso netto, ed in questo senso ci vuole poco per capire che già il mese di marzo sarà comunque decisivo, in un senso o nell’altro: fallire già adesso chiuderebbe i giochi, ma partire con il piede giusto farebbe non solo recuperare notevolmente terreno, ma soprattutto metterebbe parecchia pressione sulle altre contendenti, costrette a loro volta a non poter compiere alcun passo falso.
Non vogliamo dare percentuali né esprimere ottimismo o disfattismo, pur nella consapevolezza che oggi c’è un gap importante da colmare attraverso quella che sarebbe una vera e propria impresa. Nel frattempo, accogliamo volentieri l’ultima pausa di una stagione estremamente logorante per tutti, con l’auspicio che, dopo tante ombre, un po’ di luce possa tornare ad illuminare lo stretto.






