REGGINA: ALLA RICERCA DELL’IMPREVEDIBILITÀ SMARRITA, ED ANCHE IN FRETTA
Storcere il muso dopo una serie di dieci vittorie e due pareggi in dodici turni, dunque da imbattuti, può apparire ai più un’eresia, ed in parte lo sarebbe certamente anche guardando una classifica che ci vede ancora in piena bagarre per il successo finale: vanno però analizzati alcuni aspetti peculiari, con equilibrio ma anche con il giusto grado di attenzione poichè, e va sempre ricordato, l'inizio di campionato pesa come un macigno sulla situazione attuale ed obbliga tutti a cercare di ottenere necessariamente il massimo da qui sino a maggio.
Dando per scontata (ed ampiamente comprensibile) la delusione per il mancato successo in un derby casalingo atteso quasi dieci anni, anche ricordando il disastro dell’andata; mettendo però da parte la componente emotiva acuita dal fattore tifo, la prestazione di ieri pomeriggio riprende alcune peculiarità già intraviste nelle precedenti uscite, con la squadra che a tratti, più o meno lunghi o corti che siano, sembra non dare più quell’impressione di superiorità, intesa come sensazione diffusa di poter avere la meglio in qualsiasi momento sull’avversario di turno, come avvenuto sino alla gara con la Vibonese.
Sia chiaro che la circostanza che gli amaranto riescano, ormai con continuità, a trovare la via del gol a ridosso del fischio finale non possa essere più considerata una coincidenza o un colpo di fortuna, ma è un chiaro segnale di un gruppo che non molla sino all’ultimo istante utile, e dunque di personalità ed attributi; allo stesso modo abbiamo esaltato i successi esterni, seppur di misura e con eguali modalità, evidenziando le difficoltà ambientali e persino statistiche (Ragusa imbattuto con le grandi, Gelbison ieri al terzo successo consecutivo dopo la battuta d’arresto casalinga con i ragazzi di Torrisi). Tuttavia, faremmo operazione dannosa se non andassimo ad evidenziare anche l’altro lato della medaglia.
Appare infatti lapalissiano come l’intensità sfoderata in altre occasioni, nell’ultimo mese venga fuori in maniera discontinua, circostanza amplificatasi nella comfort zone due ultime uscite casalinghe ed al cospetto di un pubblico numeroso e trascinante per tifo e coinvolgimento, in cui quindi vi erano tutte le condizioni ideali per fare meglio, seppur aver recuperato due svantaggi iniziali non è un affare scontato, anche avendo riguardo ai precedenti di inizio campionato della squadra.
Molteplici possono essere le ragioni di questo legger calo, e tutte fisiologicamente plausibili: dalla condizione apparentemente non ottimale di alcuni elementi cardine (Fofana e Ragusa, giusto per fare due nomi), alla necessità di tirare il fiato dopo l’incredibile rincorsa che ha catapultato gli amaranto dalle paludi del play out alle zone che contano per la vittoria finale. Ma potrebbe trattarsi anche di altro.
Intanto è innegabile che, dal punto di vista mentale, il logorio derivante dall'obbligo di rincorrere in maniera forsennata sapendo di non poter lasciare praticamente nulla per strada possa cominciare a farsi sentire, così come, ma ciò è meno giustificabile, sta diventando una cattiva abitudine fallire gli appuntamenti topici con il grande pubblico al Granillo, evento che dovrebbe essere incompatibile per chi indossa questa maglia e sa di dover fare i conti con una pressione massimale.
Non sarebbe inoltre un’assurdità pensare che gli avversari stiano imparando a porre in essere le giuste contromisure utili a limitare il potenziale soprattutto offensivo degli amaranto, e con sempre maggiore efficacia man mano che passano le giornate di campionato: ove rispondesse a verità tale sensazione, diverrebbe indispensabile andare a ritrovare, ed anche in fretta, quell’imprevedibilità necessaria a far emergere con maggiore efficacia le qualità possedute dai reggini, in un torneo in cui, ormai lo sappiamo bene, impostare tattiche rivolte unicamente a non far giocare l’avversario è pratica diffusa ed ovviamente più agevole rispetto al tentare di proporre trame di gioco.
Se è vero che dieci giornate al termine della stagione, con trenta punti ancora in palio, rappresentano ancora tanta roba, da un differente punto di vista potrebbero persino diventare poche di fronte ad avversari che tenderanno sempre di meno a lasciare punti per strada, seppur con ancora tanti scontri diretti da disputare, due dei quali vedranno ancora impegnati gli amaranto e nei quali, rec sic stantibus, probabilmente trovare altrettanti successi diverrà indispensabile per continuare a nutrire sogni di gloria. Perché, ovviamente, un fallimento non può essere contemplato.






